Nel dibattito ad Assisi il tema dell’inclusione reale
Assisi, 29 04 2026 – Una pubblica amministrazione è davvero efficace quando riesce a non lasciare indietro nessuno. È questo il punto da cui parte la riflessione che ad Assisi sta animando il dibattito sui servizi essenziali, soprattutto dopo la scelta di rendere obbligatoria la prenotazione online per ottenere la carta d’identità elettronica. Una decisione che, pur nata con l’obiettivo dichiarato della “semplificazione”, rischia di trasformarsi in un ostacolo concreto per chi vive condizioni di fragilità o non possiede competenze digitali adeguate.
Il nodo dell’accessibilità reale
Anziani, persone con scarsa alfabetizzazione digitale, cittadini privi di strumenti informatici o di familiarità con le piattaforme online: sono loro a pagare il prezzo più alto quando l’innovazione viene proposta come unica via possibile. Per molti, prenotare un appuntamento non è un gesto immediato, ma un percorso che richiede l’aiuto di familiari, vicini o conoscenti. Un gesto semplice che diventa fonte di disagio, perché costringe a dipendere da altri e a sentirsi un peso.
Il rischio di una falsa semplificazione
Eliminare lo sportello fisico e spostare tutto sul digitale non equivale automaticamente a migliorare il servizio. Significa, piuttosto, trasferire la complessità sull’utente finale, soprattutto su chi ha meno strumenti per affrontarla. La digitalizzazione può essere una risorsa preziosa, ma solo se affiancata da alternative che garantiscano pari accesso. Quando diventa l’unica modalità, si trasforma in una barriera nuova, più sottile ma altrettanto incisiva.
Il ruolo dei presìdi di supporto
Strutture come il Digipass rappresentano un aiuto utile, ma non possono essere considerate la soluzione definitiva. Non tutti possono raggiungerle facilmente, non tutti guidano, non tutti hanno autonomia negli spostamenti. Per molti cittadini, soprattutto nelle frazioni o nelle aree meno servite, la distanza è già un limite. E se il problema resta, significa che il sistema non è davvero inclusivo.
Una critica all’impostazione, non alla tecnologia
La contestazione non riguarda la digitalizzazione in sé, né gli strumenti che possono agevolare i cittadini. Il nodo è l’idea che innovare significhi eliminare le alternative. Una pubblica amministrazione moderna amplia i diritti, non restringe le modalità per esercitarli. L’innovazione, quando è autentica, costruisce ponti e non barriere.
La richiesta di un cambio di rotta
Secondo questa visione, l’Amministrazione dovrebbe riconsiderare una scelta che appare più orientata a gestire il carico interno che a garantire un accesso equo ai servizi. La proposta che sarà portata in Consiglio Comunale da FDI va proprio in questa direzione: ripristinare la capillarità dei servizi demografici, riaprire la Delegazione di Petrignano e abbattere le barriere digitali che oggi limitano l’accesso alla CIE.
Una questione di diritti, non di procedure
Il tema non riguarda solo l’organizzazione degli uffici, ma il modo in cui una comunità decide di prendersi cura dei suoi cittadini più fragili. L’accesso ai documenti essenziali non può diventare un percorso a ostacoli. La tecnologia deve essere un mezzo, non un filtro. E la qualità di un’amministrazione si misura proprio dalla capacità di garantire a tutti, senza eccezioni, la possibilità di esercitare i propri diritti.

Commenta per primo