Pace, l’impronta di Moira Lena Tassi unisce Assisi al mondo

Pace, l'impronta di Moira Lena Tassi unisce Assisi al mondo

L’arte di una pittrice tifernate unisce Assisi e Betlemme 

La città serafica si conferma l’epicentro mondiale del dialogo interculturale attraverso un atto di generosità artistica che scavalca i confini geografici. Moira Lena Tassi, autrice di origine tifernate con un vissuto internazionale tra Losanna e Bologna, ha ufficialmente consegnato alla municipalità di Assisi la sua ultima creazione pittorica, intitolata significativamente “L’impronta dell’umanità”. La cerimonia di donazione, svoltasi nelle sale storiche di Palazzo dei Priori, ha visto la partecipazione del Sindaco Valter Stoppini, della Vice Sindaca Veronica Cavallucci e dell’Assessora Francesca Corazzi, i quali hanno accolto il manufatto come un prezioso tassello della memoria civile collettiva.

Un connubio tra estetica contemporanea e spiritualità francescana

L’opera si inserisce in un respiro progettuale molto più ampio, denominato “Visioni senza tempo”, che mira a fondere la dimensione onirica della speranza con la cruda realtà della condizione umana. Il dipinto funge da baricentro visivo per l’ambizioso progetto della Eco-Bandiera Collettiva, un vessillo che rivendica il primato di lunghezza a livello globale e che nasce come strumento di sensibilizzazione itinerante. La scelta di Assisi non è casuale: nel cuore delle celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della vita di San Francesco, il dono della Tassi si configura come un omaggio vibrante alla filosofia del Poverello, capace di parlare ancora oggi alle nuove generazioni. Il processo creativo che ha generato la Eco-Bandiera è, di per sé, un’opera d’arte sociale. Coinvolgendo oltre 1800 tra bambini e soggetti vulnerabili residenti in nazioni profondamente diverse come la Spagna, la Polonia, la Palestina e l’Indonesia, l’artista ha saputo tessere un racconto corale. Ogni impronta impressa sul tessuto rappresenta una voce individuale che si scioglie in un coro universale, trasformando la fragilità in una forza estetica e politica dirompente.

Il linguaggio dei simboli: dal kintsugi giapponese ai sacchi di Burri

Dal punto di vista tecnico e concettuale, “L’impronta dell’umanità” è un laboratorio di simbolismi stratificati. L’immagine centrale fonde le diverse cromie delle carnagioni umane in un’unica traccia, un segno grafico che annulla le differenze etniche per esaltare l’appartenenza a un’unica famiglia. A impreziosire la composizione intervengono le venature dorate ispirate al kintsugi, l’antica pratica nipponica di riparare le ceramiche rotte con l’oro. Qui, le spaccature non sono difetti da nascondere, ma cicatrici della storia — guerre, ingiustizie, sofferenze — che, una volta elaborate, diventano sorgenti di nuova consapevolezza e resilienza. L’omaggio alla terra umbra e alle sue radici artistiche è altrettanto potente. La manica che compare nell’opera richiama il saio francescano, ma la sua consistenza materica è un chiaro riferimento ai sacchi di Alberto Burri. L’utilizzo di tessuti poveri e vissuti, come le vecchie lenzuola di corredo riciclate, conferisce al dipinto una densità emotiva che parla di fatica, umiltà e verità quotidiana. È un’arte che non teme il tempo, ma lo incorpora per farsi testimonianza.

Un ponte diplomatico tra l’Umbria e la Terra Santa

L’esposizione della Eco-Bandiera ad Assisi, avvenuta lo scorso ottobre in concomitanza con la Marcia della Pace, ha segnato un punto di svolta internazionale grazie all’intervento del Sindaco di Betlemme, Nicola Canawati. Il legame tra le due città si è consolidato attraverso un gesto simbolico di altissimo valore: i messaggi di fratellanza vergati di proprio pugno dai due primi cittadini. La partecipazione attiva dei giovanissimi alunni della “Terra Santa School Bethlehem” ha permesso di aggiungere nuovi segmenti al vessillo, portando la sua estensione oltre la soglia dei 150 metri. Questa crescita continua dimostra come l’arte possa agire dove la diplomazia tradizionale a volte fatica, creando canali di comunicazione diretti tra le comunità. Moira Lena Tassi ha sottolineato con commozione come il progetto sia nato originariamente all’Open Air Museum Italo Bolano di Portoferraio per poi espandersi esponenzialmente, trovando a Città di Castello e ora ad Assisi la sua massima espressione di partecipazione popolare.

L’impegno dell’artista non si esaurisce nella consegna della tela, ma prosegue nella promozione di una cultura del dialogo. Donare “L’impronta dell’umanità” significa lasciare un seme in un terreno fertile, invitando chiunque osservi l’opera a riflettere sul proprio ruolo nella costruzione di un equilibrio globale più giusto.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*