Un altro pezzo di Assisi se ne va, chiude l’edicola di Santa Chiara

Noi che amiamo il profumo della carta stampata ne troveremo un'altra

Un altro pezzo di Assisi se ne va, chiude l’edicola di Santa Chiara

da Claudio Volpi
ASSISI – Un saluto a Nicola, l’edicolante (come lo chiama mio figlio) di Santa Chiara, che dopo venticinque anni, tra l’apatia e l’indifferenza della città, cessa la vendita dei giornali, quotidiani e riviste. Dalle 90-100 copie vendute all’inizio per ogni quotidiano, oggi ne vendeva al massimo 3 o 4.

Doveva prendere una decisione e l’ha presa. Anche questo è un mestiere destinato a morire, per varie ragioni, una volta una famiglia ci poteva vivere, oggi non più, a meno che non si trasformi l’edicola in qualcosa d’altro che comprenda giocate, pagamenti di bollette, tabacchi, piccolo supermercato, souvenir etc.

Ma non sempre è possibile. Santa Chiara, nella piazza, era un posto bellissimo per una edicola camuffata tra gli alberi, un luogo dove ogni mattina incontravi casualmente qualcuno, assisani e ‘forestieri’, facevi due chiacchiere, in cinque minuti venivi informato delle ultime novità accadute, sentivi l’umore vero della città , magari ti sfogavi anche.

Noi che amiamo il profumo della carta stampata ne troveremo un’altra, c’è ancora qualcuno che resiste nonostante tutto, ma non sarà la stessa cosa di questa edicola dal sapore un po’ retrò piazzata quasi all’aperto tra le bellissime pietre del centro di Assisi.

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