Stoppini sceglie il direttivo per guidare identità e futuro
L’Ente Calendimaggio di Assisi apre una nuova fase con la nomina di Simone Menichelli, architetto trentacinquenne profondamente radicato nella vita culturale cittadina, scelto dal sindaco Valter Stoppini per assumere la guida dell’istituzione che custodisce una delle tradizioni più identitarie del territorio. Insieme a lui entrano nel direttivo Giacomo Paparelli e Tiziano Ragni, chiamati a collaborare in un percorso che si preannuncia denso di obiettivi strategici e responsabilità operative.
La decisione dell’amministrazione comunale arriva in un momento in cui la manifestazione necessita di una visione capace di coniugare memoria storica e nuove esigenze organizzative. Stoppini ha espresso con chiarezza l’intenzione di rafforzare la coesione interna e di consolidare il rapporto tra l’Ente e la comunità, sottolineando come il Calendimaggio rappresenti un patrimonio collettivo che richiede cura costante, capacità di ascolto e una gestione orientata alla partecipazione.
Menichelli, nel suo primo commento, ha evidenziato la consapevolezza del ruolo affidatogli e la volontà di proseguire il lavoro impostato dai precedenti vertici, introducendo al tempo stesso un approccio più strutturato alla programmazione. Ha parlato di un impegno totale, di un senso di responsabilità condivisa e della necessità di valorizzare ogni componente della festa, dalle maestranze ai rioni, fino ai volontari che ogni anno contribuiscono alla riuscita dell’evento.
Il nuovo presidente ha inoltre richiamato l’importanza di un dialogo costante con la città, convinto che il Calendimaggio debba continuare a crescere come spazio di identità, creatività e coinvolgimento intergenerazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare la qualità artistica e organizzativa della manifestazione, ampliando al contempo la partecipazione e rafforzando la percezione del Calendimaggio come elemento distintivo del tessuto culturale assisano.
Con il rinnovo del direttivo, l’Ente si prepara dunque a un percorso che punta a un equilibrio tra tradizione e innovazione, con l’ambizione di proiettare la festa verso un futuro più strutturato, inclusivo e riconoscibile anche oltre i confini cittadini, come riporta il comunicato di Fabiola Gentili – Città di Assisi.

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