Calci e pugni in testa alla moglie perché non gli dava soldi, arriva la Polizia

 
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Calci e pugni in testa alla moglie perché non gli dava soldi, arriva la Polizia

Un egiziano di 45 anni ha picchiato la moglie tunisina, con calci e pugni in testa, perché la poveretta non voleva più dargli soldi. Il fatto è accaduto in un parcheggio dell’Assisiate dove si erano appartati per parlare. La donna è stata aggredita, dopo un litigio scaturito per il rifiuto opposto all’ennesima richiesta ingiustificata di denaro da parte del marito. La poveretta è stata colpita così forte da rimanere a terra senza fiato, mentre il marito cercava di far perdere le sue tracce.

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Francesca Di Luca

La squadra volante della Polizia di Assisi, al seguito del vice questore aggiunto, Francesca Domenica Di Luca, ha raggiunto l’africana in ospedale, era stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale della città serafica dove le han curato ferite guaribili in 15 giorni. Gli agenti hanno raccoltole sue prime dichiarazioni che parlano di un rapporto coniugale in crisi da tempo. Continue vessazioni psicologiche e aggressioni fisiche, fino al culmine del vergognoso pestaggio nel parcheggio.

Dove il marito si era indispettito dalla minaccia della moglie di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. In preda ad un violento raptus , la presa a calci e pugni in testa testa fino a strapparle una ciocca di capelli nel tentativo di trattenerla quando la donna ha cercato di scappare per sottrarsi al furioso pestaggio.

  • La vittima non aveva mai denunciato i maltrattamenti subiti perché convinta dalle promesse del marito di cambiare condotta.

Dopo aver commesso il fatto, l’uomo ha, evidentemente, capito la gravità di quanto aveva commesso e per sfuggire alle conseguenze di quanto aveva fatto, ha deciso, volontariamente, di allontanarsi dall’abitazione familiare.

Sulla base degli elementi di prova raccolti e valutato il fondato pericolo di reiterazione del  reato, a seguito di richiesta del Pubblico Ministero titolare del fascicolo, il GIP presso il Tribunale di Perugia ha emesso a carico dell’egiziano la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, prescrivendogli altresì il divieto di comunicare con lei con qualsiasi mezzo.

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