Guido Casamonica dal carcere a volontario della croce rossa ad Assisi 




Guido Casamonica dal carcere a volontario della croce rossa ad Assisi 
guido-casamonica

Guido Casamonica dal carcere a volontario della croce rossa ad Assisi «Gli abbiamo proposto di fare il volontario in Croce rossa e lui ha accettato. In carcere si comporta egregiamente e da un po’ di giorni, un po’ in controtendenza con quella che potrebbe essere la sua storia, ha cominciato a partecipare come soggetto attivo alle attività di volontariato nella città di Assisi». A confermare, quanto diffuso da una testata nazionale, con cronaca romana, è il direttore del carcere di Capanne, Bernardina Di Mario. E’ niente altro che l’applicazione dell’articolo della Legge n° 354 del 1975 sull’Ordinamento Penitenziario italiano, spiega la direttrice dell’istituto. 

I detenuti e gli internati, di fatto, possono essere assegnati al lavoro all’esterno in condizioni idonee a garantire l’attuazione positiva degli scopi previsti dall’art. 15.

Qual è l'articolo 15?
Il trattamento del condannato e dell’internato è svolto avvalendosi principalmente dell’istruzione, del lavoro, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno ed i rapporti con la famiglia. Ai fini del trattamento rieducativo, salvo casi d’impossibilità, al condannato e all’internato è assicurato il lavoro. Gli imputati sono ammessi, a loro richiesta, a partecipare ad attività educative, culturali e ricreative e, salvo giustificati motivi o contrarie disposizioni dell’autorità giudiziaria, a svolgere attività lavorativa o di formazione professionale, possibilmente di loro scelta e, comunque, in condizioni adeguate alla loro posizione giuridica

L’articolo 21 della legge dice

L’articolo 21 della legge dice anche che: “Tuttavia, se si tratta di persona condannata alla pena di reclusione per uno dei delitti indicati nel comma 1 dell’art. 4 bis l’assegnazione al lavoro all’esterno può essere disposta dopo l’espiazione di almeno un terzo della pena e, comunque, di non oltre i cinque anni. Nei confronti dei condannati all’ergastolo l’assegnazione può avvenire dopo l’espiazione di almeno dieci anni. I detenuti e gli internati assegnati al lavoro all’esterno sono avviati a prestare la loro opera senza scorta, salvo che essa sia ritenuta necessaria per motivi di sicurezza. Gli imputati sono ammessi al lavoro all’esterno previa autorizzazione della competente autorità giudiziaria. Quando si tratta di imprese private, il lavoro deve svolgersi sotto il diretto controllo della direzione dell’istituto a cui il detenuto o internato è assegnato, la quale può avvalersi a tal fine del personale dipendente e del servizio sociale. Per ciascun detenuto o internato il provvedimento di ammissione al lavoro all’esterno diviene esecutivo dopo l’approvazione del magistrato di sorveglianza. Le disposizioni di cui ai commi precedenti e la disposizione di cui al secondo periodo del comma sedicesimo dell’art. 20 si applicano anche ai detenuti ed agli internati ammessi a frequentare corsi di formazione professionale all’esterno degli istituti penitenziari“.

Viaggia da solo tra autobus e treno fino a Santa Maria degli Angeli

«Tutte le mattine – riferisce Di Mario – il signor Casamonica prende autobus e va ad Assisi a prestare la sua opera in Croce rossa». Questa scelta viene valutata molto positivamente dal direttore di Capanne: “Dedicarsi agli altri, capire quanto è importante, può essere un elemento forte di recupero della persona”, afferma Bernardina Di Mario. Altro valore aggiunto è che Giudo Casamonica si muove da solo. Dal lunedì al venerdì, alle 6,50 esce dal carcere di Capanne, prende l’autobus fino alla stazione dei treni di Fontivegge. Qui, sale sul treno delle 8.02 alla volta di Santa Maria degli Angeli dove arriva alle 8.40. Pochi minuti a piedi e alle 9 prende servizio fino alle 13. Poi, pausa pranzo fino alle 15. A quel punto, il rientro, a ritroso, con arrivo in carcere alle 17. Quattro ore di viaggio tutti i giorni, quindi e questo è quanto apprendiamo dal quotidiano nazionale, con cronaca di Roma, di Repubblica.

È in carcere da tre anni e ci rimarrà, scrive Maria Elena Vincenzi, fino al maggio del 2024 per rapina, minaccia e lesioni personali, tutte aggravate (fonte Repubblica).

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*