Hotel Subasio, il titolare Luigi Catalano: «Non esiste nessun fatto di mafia addebitato»

 
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Hotel Subasio, il titolare Luigi Catalano: «Non esiste nessun fatto di mafia addebitato»

da Luigi Catalano (titolare Hotel Subasio srl) 
La casa di riposo “Andrea Rossi” avrebbe potuto eliminare il danno economico, dell’immagine, del rischio dei posti di lavoro etc. oggi lamentati, aderendo alla richiesta di nomina dell’amministratore giudiziario come accaduto per gli altri appalti della società, in attesa del chiarimento giudiziario della posizione dell’amministratore.

Quando è stata notificata l’interdittiva chiamata in gergo tecnico antimafia (anche se viene emessa senza alcun fatto accertato ma per il sospetto della presunzione di possibile infiltrazione mafiosa) la Prefettura di Reggio Calabria ha chiesto alla Casa di Riposo se volessero che nominasse un amministratore  giudiziario, ma la risposta è stata negativa.

Oggi lamentano le difficoltà economiche e gestionali.

Quello che si è verificato è ovvio che inizialmente è stato per cause imputabili alla società ma il legislatore mette degli strumenti a disposizione delle amministrazioni (nomina di amministratore giudiziario previa richiesta dell’ente) proprio per non recare danni in attesa di chiarimenti giudiziari. Non si comprende la presa di posizione dell’Ente. Detto ciò, prima di additare il sottoscritto come mafioso, dovrebbero informarsi su come funziona l’applicazione di tale strumento (non esiste nessun fatto di mafia addebitato alla società Hotel Subasio srl e/o all’amministratore). Questa norma subita soltanto dagli imprenditori è anticipatoria rispetto a qualunque grado di giudizio e viene emessa per il sospetto di poter favorire la criminalità. Immaginate se i professionisti indagati per i fatti della regione Umbria – giusto per fare un esempio locale – fossero cancellati dall’albo professionale prima del processo! A nessuno sembrerebbe costituzionale eppure sono indagati quindi gli inquirenti hanno trovato delle prove da poter supportare in giudizio quanto asserito.

Nel caso dell’hotel Subasio non vi è nessuno  indagato e l’hotel è stato chiuso per il sospetto di possibile infiltrazione. In pratica questa normativa subita soltanto dagli imprenditori ha sovvertito la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza (senza processo).

Ovviamente per quanto asserito negli articoli pubblicati ci riserviamo di tutelarci nelle opportune sedi per dimostrare le accuse infamanti ed inesatte. Ribadiamo la ferma disponibilità della società a richiedere la nomina del tutore giudiziario al fine di far proseguire l’attività in maniera dignitosa per il bene di tutti.

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