Indagine mazzetta ospedale, Appignani indagato, sequestrati i soldi e altri beni

Indagine mazzetta ospedale, Appignani indagato, sequestrati i soldi e altri beni

Indagine mazzetta ospedale, Appignani indagato, sequestrati i soldi e altri beni. A un anno dallo scandalo che ha travolto il professore Antonio Appignani, il gip Valerio D’Andria, su richiesta del pm Mario Formisano ha disposto il sequestro, ai fini della confisca, della somma di denaro o, in subordine di beni anche immobili riconducibili al medico, difeso dagli avvocati Pietro Gigliotti e Mattia Maso. I legali di Appignani ora attendono che venga comunicata la chiusura delle indagini per poi procedere a tutte le valutazioni difensive e per fornire la versione dell’ex primario.

Il professor Antonio Appignani all’epoca era direttore della clinica Chirurgia Pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. I carabinieri di Assisi diretti dal maggiore Marco Vetrulli, nel maggio 2017, tolsero letteralmente dalle mani del professor Antonio Appignani, una presunta mazzetta di cinquemila euro che li aveva appena ricevuti da un ricercatore universitario per veder assicurata la proroga del proprio contratto di lavoro.

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E’ di diciasettemila euro secondo gli investigatori, il prezzo della presunta corruzione al reparto di Chirurgia Pediatrica. Quel ricercatore ritenne inaccettabile quella richiesta e che quindi andò a denunciare. I militari dell’Arma erano riusciti a bloccare la vicenda proprio perché il ricercatore s’era presentato in caserma con indizi molto precisi. Antonio Appignani fu arrestato in flagranza di reato con l’accusa pesantissima di concussione. Il professore finì ai domiciliari e poi con l’obbligo di dimora.

Nel tempo l’indagine si è allargata e nel registro degli indagati furono iscritte altre persone vicine ad Appignani. La vicenda nacque dopo che il ricercatore aveva denunciato l’ex titolare di Chirurgia Pediatrica al Santa Maria della Misericordia perché nel 2016 gli avrebbe chiesto una mazzetta di 12mila euro per fargli ottenere una convenzione tra l’università di Perugia e quella di Salerno che gli ha permesso di lavorare all’ospedale di Perugia. Appignani sarebbe tornato alla carica anche nel 2017, ma il ricercatore, stufo di dover pagare, ha chiamato i carabinieri.

 

1 Commento

  1. Bellissimo articolo, pieno di particolari e trasudante di colpevolezza. Ma mi domando: quando fù pubblicato l’articolo sul dipendente del Comune di Assisi infedele, sui furbetti presunti della Legge 104, sul padre violentatore della figlia…….perché non si sono indicati nomi??????? Privacy?

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