Muro crollato a San Pietro, Terzetti, si intervenga subito e si ripristini

Se si riparte da qui, ha un senso parlare ancora di quella "Breccia di Porta Pia"

 
Chiama o scrivi in redazione


Muro crollato a San Pietro, Terzetti, si intervenga subito e si ripristini

Muro crollato a San Pietro, Terzetti, si intervenga subito e si ripristini

Maurizio Terzetti, toto assessore, ma di cultura e turismo quando si parla?di Maurizio Terzetti
ASSISI – Un albero di cachi in cima a un campo incolto dietro l’abside della chiesa di San Pietro e una veduta panoramica di strabiliante bellezza. Quella sorta di “Breccia di Porta Pia” che il maltempo e l’incuria hanno aperto nel muro di cinta del complesso abbaziale di San Pietro dice molte cose al cuore della gente di Assisi. Così tante che il primo impulso registrato dai social è stato quello di chiedere di mantenere aperto il varco, di bonificarlo e di aggiustarlo senza rialzarlo per garantire una perenne possibilità di apertura su questo angolo meraviglioso e inedito.
La proposta è suggestiva, ma quanto è praticabile?

© Protetto da Copyright DMCA

I muri, ad Assisi, quest’anno ci hanno fatto molto parlare. Come non confrontare il grande “zelo” dei Conventuali – che hanno messo a norma il muretto nel Prato Superiore della loro Basilica passando sopra a ogni richiesta di notizie certe da parte della comunità di Assisi – con la “fragilità” del messaggio dei Benedettini, ai quali i muri di cinta, anziché consolidarsi, si sbriciolano sotto gli occhi della città?

Credo che si debba partire da questo confronto per ricavarne qualche conclusione e un minimo di progetto fattibile, che tenga insieme, cioè, il ripristino del muro di confine e la godibilità pubblica del bene monastico di San Pietro.

Quel muro va ripristinato e messo in sicurezza come si deve, non ci sono dubbi.

Ma quel pezzo di terra che esso delimita rispetto a Borgo San Pietro non può continuare ad essere tenuto nell’incuria che fa male non solo a qualunque cittadino di Assisi, ma soprattutto al senso della laboriosità che i Benedettini hanno nel loro Ordine.

Chi meglio dei Benedettini dovrebbe sapere come si può fare di un campo incolto un giardino di delizie, un orto profumato e ricco che affaccia sulla pianura, al fianco dell’abside, frequentabile e godibile dalla gente in ogni momento dell’anno attraverso il normale cancello che già esiste?

Se si riparte da qui, ha un senso parlare ancora di quella “Breccia di Porta Pia” in fondo all’ “Apollinara” e pensare seriamente a un’apertura dell’orto di San Pietro dalla sua meravigliosa abside. Altrimenti, sarà meglio aspettare con pazienza, per l’ennesima volta, che sia organizzato il cantiere per rifare il muro. Uno più, uno meno!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*