Topi scorrazzano in città, strade colabrodo, e amministrazione sciatta 

Accade di sera tra il retro del Palazzetto Mediceo e la fontana

 
Chiama o scrivi in redazione


Topi scorrazzano dietro al Mediceo e strade colabrodo,  amministrazione sciatta 
Foto di archivio

Topi scorrazzano in città, strade colabrodo, e amministrazione sciatta

Mi sono trovato a percorrere in auto dietro un autobus turistico via Diaz, cioè la strada principale (almeno sotto l’aspetto turistico) dell’intero territorio assisano che dalla superstrada, all’altezza della rotonda su cui si erge la statua di San Francesco, porta attraverso Santa Maria degli Angeli in Assisi.

Strada dissestata, rattoppata e piena di avvallamenti, marciapiedi divelti; in tanti tratti, più che l’asfalto spicca l’erba. Una trascuratezza e una sciatteria a cui forse non pochi di noi, ormai rassegnati, ci siamo assuefatti pensando che le cose tanto non cambieranno. 

D’altronde basta andare in piazza vicino al cinquecentesco Palazzetto del Capitano del Perdono e alla fontana tanto fotografata da numerosi ospiti: due contenitori di nettezza urbana fanno brutta mostra di sé perché arrugginiti e sporchi; le quattro lampade poste in terra davanti allo stesso monumento e le altre luci a terra in prossimità della fontana ormai da anni non funzionano; stessa cosa per le lampade poste a illuminare il palazzetto mediceo del ‘500, attuale sede della Pro Loco. Anche le due maestose colonne su cui sono stati installati i punti luce e le cui estremità erano ricoperte di “foglia d’oro” per ricordare la statua della Madonna, sono completamente scrostate e non sono più riconducibili alla statua perché totalmente scolorite.

Questa trascuratezza ha purtroppo colpito anche la pavimentazione della piazza, in pregiatissima pietra santafiora lavorata alla fiamma: molte mattonelle sono spezzate in più punti perché troppo spesso usate come sostegno di automezzi utilizzati per il montaggio di tendoni e palchi. Per non parlare delle condizioni in cui versa il piazzale antistante la Basilica Papale, frequentato da numerosi pellegrini e  da tanti concittadini, la cui manutenzione spetta giustamente per convenzione all’amministrazione comunale. 

Purtroppo di sera tra il retro del Palazzetto Mediceo e la fontana i topi scorrazzano allegramente (si fa per dire …).

Alla fine sarebbe perfino comprensibile che, mancando una visione del territorio in cui si è chiamati ad amministrare, non si elaborinessuna strategia o progetto degno di questo nome che possa incidere positivamente sulla vita dei cittadini. Ci accontenteremmo di un po’ di attenzione per le semplici manutenzioni, che non richiedono particolari visioni del futuro di Assisi.

I turisti si aspettano di trovare un ambiente decoroso almeno quanto lo è il loro paese di provenienza. La scarsa manutenzione riservata perfino ai luoghi più visitati della nostra città, come la zona circostante la Basilica di S. Maria degli Angeli non sono un buon biglietto da visita. Spesso ci si domanda perché i turisti che vengono in Assisi, dopo una fugace visita della città, non si fermino per più giorni nel nostro territorio. La risposta purtroppo è nei fatti: preferiscono soggiornare altrove, considerando Assisi una semplice tappa di passaggio. Sarebbe una cosa normale se scegliessero Roma o Firenze, ma giacché sappiamo che trovano alloggio in altri paesi della Toscana o dell’Umbria come Spello o Todi, perché curati bene e resi accoglienti, dobbiamo farci qualche domanda sulla cura che riserviamo alla nostra città, nell’interesse non solo delle tante famiglie che vivono di turismo ma di tutti gli Assisani.

 

                                                                                              Giorgio Bartolini

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*