Tre rinvii a giudizio per associazione a delinquere truffa e bancarotta fraudolenta 

 
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Tre rinvii a giudizio per associazione a delinquere truffa e bancarotta fraudolenta

”Un gruppo di soggetti senza scrupoli che, per il tramite di diverse società, che si sono succedute nel tempo con nomi diversi ma con le stesse finalità, hanno proposto a malcapitati la permuta della loro multiproprietà con un nuovo prodotto, situato ad Assisi, garantendo da contratto una rendita annua in caso di inutilizzo, e, soprattutto, il riacquisto della stesso ad un prezzo molto vantaggioso per il cliente, decorsi solo 12 mesi dall’iniziale operazione di permuta sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere, truffa e bancarotta fraudolenta dal tribunale di Perugia”. E’ quanto fa sapere Federcontribuenti che con gli avvocati Lidia Falcioni e Fabiano De Santis hanno difeso i cittadini truffati.

”Naturalmente – scrivono gli avvocati di Federcontribuenti –  le promesse, assieme alle lecite aspettative dei nostri assistiti, sono state puntualmente infrante, senza eccezione alcuna: niente di quanto stigmatizzato dal contratto è stato rispettato, e i malcapitati si sono trovati a dover far fronte a continui esborsi richiesti dalla società (costi di traduzione in lingua straniera del titolo prima, costi per l’emissione del certificato poi, costi per la famigerata procura notarile a vendere, per la regolarizzazione amministrativa della pratica e via discorrendo), senza mai ottenere nulla in cambio”. I soggetti hanno operato per anni, sotto la copertura di diverse società, che si sono succedute liberandosi via via dei cespiti attivi, ovvero di quei beni che avrebbero potuto essere aggrediti in caso di accertate responsabilità a carico dei soggetti stessi. Sul banco degli imputati ”nomi che le numerose vittime di questa trappola ben ricordano”.

   ‘”Sono anni – tiene a sottolineare il Presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella – che subiamo un sistematico attacco, ci hanno provato anche con Striscia la Notizia, senza mai riuscire davvero nel loro intento, impedirci cioè di portare avanti la battaglia di tutela dei diritti di tutti i multiproprietari. Sono anni che denunciamo questo ambiente fuori da ogni normativa che grazie al buco legislativo, Nazionale ed Europeo, ha permesso di stritolare i malcapitati tra contratti strappati in maniera subdola e l’impossibilità di liberarsi dal vincolo contrattuale con tutti i costi annui a cui sono costretti. Questo procedimento penale sarà la nostra rivalsa verso tutti i venditori di fumo – conclude Paccagnella – che fanno da scudo alle società che vendono le multiproprietà e che lucrano sul bisogno dei tantissimi consumatori di svincolarsi dal proprio incubo”.

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