Olio qualità inferiore ma vendite in crescita produttore Assisi: ” Abbiamo un nome da tutelare”

Unesco Natura Territorio Olio, Unto ad Assisi
olio

da Mario Mariano
ASSISI – Una produzione di olio talmente negativa da dover andare indietro di molti anni per trovarne un’altra cosi disastrosa. Umbria in ginocchio, ma non solo :,anche altre regioni hanno subito danni enormi sia per la quantità(scarsa), che per la qualità (appena sufficiente) :eppure sta accadendo un fenomeno strano: i consumatori di olio sono in crescita, il perché è presto spiegato: una accurata selezione ha permesso a chi ha sempre puntato sulla qualità di trarre giovamento proprio dal brand. E cosi quelli che sembravano magri guadagni, alla fine si sono rivelati incassi superiori alle aspettative. Però attenzione, anche proporre un olio non di origine Dop richiede cura, capacità, selezionare i migliori prodotti e darne conto ai consumatori. “Paradossalmente ma non troppo, la richiesta di olio extravergine di oliva è aumentata, nonostante la stagione disastrosa- dice un giovane imprenditore di Assisi,, Gianmichele Gnavolini, che ha ereditato dal padre Roberto,mancato qualche anno fa, la passione per il simbolo principale dell’agricoltura umbra.

Perché è in aumento la richiesta? “Semplice, la gente si fida molto di chi nel tempo ha meritato la fiducia per qualità del prodotto e trasparenza nell’informazione.Seguendo questo stesso percorso, è giusto che il consumatore sappia che olio gli diamo, ne conosca l’origine e la lavorazione.Il tutto confermato da analisi di laboratorio che attestano la bontà del prodotto”. In altri termini, l’annata 2014 (“da dimenticare”, dicono compatti tutti i produttori) vedrà gli umbri consumare olio selezionato di altre regioni limitrofe.

Almeno questa è stata la soluzione adottata da Gnavolini e da tanti altri..”La mia famiglia ha un obbligo da rispettare, la tradizione, la correttezza verso il consumatore, per questo ,preso atto che la produzione accettabile del nostro prodotto umbro non supera il 20% complessivo, mi sono messo in viaggio per l’Abruzzo, la Toscana e le Puglie, ed ho acquistato prodotto selezionato, vorrei dire che con i miei collaboratori abbiamo controllato le olive una ad una.La selezione ha dato un risultato eccellente, sempre considerando l’annata ostica, irripetibile”.Ricevendo più ordini ,gli affari non ne hanno risentito, perché si è venduto più olio, ma Gnavolini è soddisfatto a metà: “l’imprenditore deve per forza produrre un reddito, per le tante spese che sostiene, ma quest’anno non c’è in nessuno di noi quella gioia che si prova quando siamo protagonisti di una eccellenza della nostra terra, abbiamo salvato il salvabile, ma senza perdere la fiducia dei consumatori. Un produttore spera sempre che il peggio sia passato e che il futuro torni a regalarci un prodotto straordinario”,

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