ANDDOS risponde al Cardinale Bagnasco

da Mario Marco Canale (Presidente Nazionale ANDDOS)
“Nozze gay cavallo di Troia? L’unico cavallo di troia è l’ignoranza”
Secondo Bagnasco, che ha aperto l‘assemblea dei Vescovi italiani, le nozze gay sarebbero un cavallo di Troia per “scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano” Siamo oggettivamente esterrefatti dall’ostinazione con cui i vescovi italiani, molto più arroccati su certe posizioni rispetto al pontefice e a molti colleghi di altri Paesi, continuino ad attribuire all’omosessualità questo incredibile potenziale di rovina.

Paradossalmente, Bagnasco ha proseguito dicendo una serie di cose sacrosante: l’amore non è solo sentimento ma è decisione, i figli non sono desideri ma soggetti di diritti.

Tuttavia, ignora Bagnasco, anche le persone omosessuali si amano e decidono di stare insieme e condividere delle responsabilità, anche le persone omosessuali scelgono responsabilmente di avere dei figli per amore e non per gioco, molto più di quanto purtroppo non fanno molte coppie eterosessuali, per via della totale assenza di educazione sessuale che loro stessi hanno voluto nel nostro Paese.
Questa idea che introdurre nuove forme di famiglia abbia il solo scopo di confondere la gente sfiora il ridicolo.

Se Bagnasco e la Cei ritengono ancora che si possa diventare gay per colpa della “propaganda”, o che molti gay possano redimersi grazie ai suoi insegnamenti, possiamo solo affermare che l’unico cavallo di troia che qui vediamo all’orizzonte è solo una grassa ignoranza, che fa finta di non vedere il grande progresso umano e scientifico degli ultimi decenni, oltre che calpestare senza pietà la dignità, la vita e i sentimenti delle persone.

 

3 Commenti

  1. E chi è questo scienziato che dà dell’ignorante e del ridicolo al card. Bagnasco ed alle sue idee?
    Ne capisce di antropologia?
    Sa che le coppie omosessuali PER NATURA non possono avere figli ma solo comprarli o farli fabbricare?
    Questo è il modello alternativo che merita gli stessi diritti dallo stato senza assumersi gli stessi doveri e vivendo un rapporto quantomeno oggetto di studio fra chi crede che sia perverso e/o frutto di una deviazione della personalità e chi invece ritiene possibile in natura?
    E che, mancando della complementarietà e della ricchezza della differenza, antropologicamente insostituibili nel creare e mantenere salda una famiglia, non sarebbe mai in grado di offrire un modello alla società ed un ambito adeguato di crescita per i figli?

  2. Quanta confusione nel portare avanti una ideologia, quella del gender, che sfrutta il motto “lotta alla discriminazione” per imporre il proprio pensiero.
    Accettare che la Chiesa è contraria all’omosessualtà (non alle persone omosessuali) non è poi così difficile, anche se non lo si condivide, non è difficile.
    Io personalmente sono contrario alle nozze gay, e non accetto che possano avere figli. Io non ci sto, sono nato e cresciuto da mamma e papà, non per scelta mia o dei miei, ma perchè la legge naturale necessità di queste figure: madre e padre. Vi prego, non andate contro la natura.
    Il card. Bagnasco resti sempre saldo nella guida dei fedeli, come ha fatto finora.

  3. “i figli non sono desideri ma soggetti di diritti”… Mi fermerei a commentare questa frase evitando di dilungarmi sul presumibile modo in cui le altre frasi (ritenute sacrosante) del Card. Bagnasco possano essere state strumentalizzate dal sig. Presidente. C’è una piccola contraddizione in termini e sostanza che accompagna l’affermazione di cui sopra con quanto poi esplicitato dopo: le persone omosessuali (di cui ho rispetto ne più ne meno che di quelle eterosessuali) non possono avere figli! E’ impossibile! Almeno chè si pieghi la verità e l’evidenza naturale della genitorialità al “vero soggetto di diritto” (cioè il genitore): a quel punto se il riconoscimento legale conferisce ad altri di sostituirsi ai genitori naturali e a surrogarli in tutto e per tutto… beh… questo è un’altro problema e un altro fatto! Ma non venite a dirmi che i figli sono soggetti di diritti in questa logica! Il diritto di un figlio è il diritto alla vita dal suo concepimento alla sua nascita e il diritto a crescere e svilupparsi nell’ambito degli affetti che gli hanno dato la vita (e necessariamente maschio e femmina devono essere)!!! Se tu compri un figlio o manipoli la natura per averne uno… abbi almeno il buon senso e la decenza di non deviare la realtà della cosa: quel figlio lo vedi come un tuo diritto!

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