Assisi, futuro occupazionale, consiglio generale Fim Cisl Umbria

Consiglio Generale Fim Cisl

(assisioggi.it) ASSISI – Il presente e il futuro occupazionale dell’Umbria, sono stati al centro della discussione del Consiglio Generale della Fim Cisl Umbria che si è tenuto ad Assisi, alla presenza del segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli e del segretario regionale generale della Cisl Umbria Ulderico Sbarra. E’ stata soprattutto l’occasione per tracciare il punto della situazione lavorativa nazionale ed umbra, soffermandosi sulle questioni più attuali come Ast e Merloni, senza dimenticare le difficoltà che stanno vivendo le piccole e medie imprese del comprensorio.

Per cercare di definire il futuro dell’Umbria si dovrà tenere contro di alcuni tasselli determinanti. E’ necessaria la responsabilità civica delle persone e di un intero Paese per sostenere l’affermazione di un modello di sviluppo sostenibile che debba essere forza di conciliazione tra sviluppo e ambiente. Per la aziende più grandi dell’Umbria servono progetti basati su un’idea industriale capace di coniugare gli aspetti europei/internazionali con una realtà come quella umbra che ha saputo mantenere in questi ultimi vent’anni la sua particolare identità che non può essere svilita.

Purtroppo c’è una ferita che non si rimargina. Che come sindacato non riusciamo a suturare. Ed interessa i lavoratori delle Piccole e medie aziende. In questo ultimo trimestre sono oltre un centinaio i lavoratori, che si vanno ad aggiungere a quelli dei mesi scorsi, che sono entrati nei meandri della Cassa integrazione e che rischiano di imboccare il percorso della mobilità per poi ritrovarsi senza lavoro. Aziende che chiudono dall’oggi al domani per mancanza di commesse.

Aziende che arrivano al collasso perché non riescono a farsi pagare le commesse realizzate e consegnate. Aziende sane che rischiano il collasso perché per effettuare le commesse hanno bisogno di acquistare il materiale ma non riescono ad avere la liquidità dalle banche perché hanno chiuso ormai i rubinetti. Come Fim intendiamo promuovere l’analisi dei fabbisogni del territorio, capire cioè cosa serve alle aziende del comprensorio per sopravvivere o meglio ancora per rinnovarsi. Un ruolo di orientamento che dovrà essere giocato con il supporto delle scuole medie superiori, l’università e le associazioni di categoria.

Durante il dibattito sono state affrontate pure le questioni relative alla partecipazione e alla rappresentanza. Temi che da promuovere anche lungo il percorso che porterà nei prossimi mesi Fim e Femca a dialogare sempre più per la nascita di un unico sindacato dell’Industria. E’ chiaro che un ruolo importante dovranno avere le Istituzioni a tutti i livelli. Fino a questo momento hanno curato il malato insieme al sindacato. Non possiamo pensare di vivere i prossimi mesi in campagna elettorale permanente. Abbiamo obiettivi importanti di fronte a noi. La battaglia per sostenere la modifica alla Legge di stabilità continua. La Fim Cisl Umbria aderisce alle manifestazioni organizzate per domani a Perugia e Terni.

 

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