Assisi, Giornata del Ricordo, incontro con lo scrittore Diego Zandel

(assisioggi.it) ASSISI – La Giornata del Ricordo dei martiri delle Foibe e degli esuli giuliano- dalmati, assume per Assisi un valore particolare. In questi giorni una serie di iniziative interessano il territorio, a partire da alcuni incontri con docenti e studenti allo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni sulla tragedia consumata nella seconda metà degli anni ’40 ai danni delle popolazioni italiane di Istria, Fiume e Dalmazia.

La fase più significativa è prevista per giovedì 27 febbraio, alle ore 10,00, presso la Sala della Conciliazione, in Municipio, quando, alla presenza del sindaco Ricci, cittadini e studenti degli istituti superiori si confronteranno con storici e testimoni, tra cui Giovanni Stelli della Società di Studi Fiumani, Franco Papetti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e, soprattutto, Diego Zandel, figlio di esuli fiumani e noto scrittore.

Al termine dell’incontro lo stesso Zandel riceverà dal Sindaco di Assisi il Premio “Dignità giuliano-dalmata nel mondo”, istituito due anni fa per ricordare quanti si sono distinti ed hanno saputo efficacemente reagire alle tragedie della storia.

Successivamente, alle ore 15,30, vi sarà la cerimonia di deposizione, da parte delle autorità, di una corona in Via Martiri delle Foibe a Santa Maria degli Angeli, alla presenza dell’assessore all’Istruzione Francesco Mignani.

Sempre a Santa Maria degli Angeli, presso la sezione decentrata della Biblioteca Comunale, è esistente il “Centro Assisano di Documentazione sull’esodo dei giuliano-dalmati e sulle foibe” a cui hanno contribuito la Società di Studi Fiumani e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

“Il Centro – ha detto il sindaco Claudio Ricci – è in linea con l’impegno della città sul fronte della pace e non vuole rappresentare uno sterile presidio, ma un percorso che attraverso incontri, studi e testimonianze, diventi uno strumento di consultazione, di analisi e di ricerca, ovvero una sorta di osservatorio e una rinnovata occasione per rafforzare la cultura del rispetto dei diritti umani”.

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