Assisi, il progetto Policoro nel Magistero dei Vescovi italiani

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Il progetto Policoro nel Magistero dei Vescovi italiani viene definito quale segnale concreto di rinnovamento e di speranza che ha per protagonisti i giovani. Ha reso possibile, infatti, la formazione di ben 675 animatori di comunità e ha promosso attività di scambio e forme di reciprocità e pertanto costituisce un modello ed uno stimolo a promuovere iniziative analoghe.

Il progetto Policoro inizia nel 1995 con le regioni Basilicata, Calabria e Puglia che vivevano la piaga della disoccupazione giovanile. Dalle prime tre regioni si sono aggiunte negli anni le altre regioni del sud e del centro Italia. Nel 2015 si uniscono alle diocesi aderenti al Progetto Policoro anche le diocesi di Biella – Piemonte, Padova e Vicenza – Triveneto e Bergamo – Lombardia. Il progetto Policoro diventa così un’opportunità non solo per i giovani del sud Italia, ma, anche per i giovani disoccupati del nord Italia.

“Il carisma del progetto Policoro – afferma il dott. Fabio Poles che ha condotto un’indagine quantitativa dei gesti concreti nati dal progetto Policoro – è una ricchezza non solo per il sud Italia, ma, anche per il nord Italia in questo momento storico così difficile”.

Il progetto Policoro che si presenta ai giovani, oggi, vanta di circa 700 gesti concreti di cui 217 che sono imprese registrate in Camera di Commercio e vedono 1300 lavoratori. “Prendere il progetto Policoro sul serio aiuta i nostri ambienti ad uscire dall’idea che il volontariato possa sostituire ciò che va fatto con competenza” – afferma Mons. Galantino, Vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei. “Il Progetto Policoro richiede competenza, non vuole chi non ha né arte né parte, né chi è professionista dell’assistenzialismo ricevuto. Il progetto Policoro è per chi vuole mettersi in gioco per se e per gli altri.”

Il 25 ottobre scorso, in occasione del Convegno tenutosi a Salerno dal tema “Nella precarietà, la speranza”, è stato siglato un Protocollo d’Intesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Progetto Policoro della Conferenza Episcopale Italiana, al fine di avviare una collaborazione strutturata tra CEI e Ministero, per offrire ai giovani c.d. Neet, opportunità di informazione, orientamento, formazione ed educazione all’autoimprenditorialità, nell’ambito del Piano nazionale Garanzia Giovani.

In ogni diocesi che aderisce al progetto Policoro è presente un “centro diocesano”, che funziona come un vero e proprio sportello informa-giovani, dove una équipe di esperti offre ai giovani del territorio un servizio gratuito di informazione, consulenza ed orientamento sulle politiche attive del lavoro e sulla creazione di impresa.

Nelle diocesi in cui è attivo il micro credito è la diocesi stessa a farsi da garante per i giovani che hanno un’idea imprenditoriale valida e sostenibile. L’esperienza del micro credito sul tema creazione di impresa ha una valida esperienza e frutti da mostrare quale partner del Piano Garanzia Giovani.

Sono 7 i gesti concreti del progetto Policoro che operano sui beni confiscati alla mafia attraverso un bando pubblico a cui vi si accede grazie all’enorme lavoro di rete con i magistrati, le comunità, le istituzioni locali e le associazioni che operano in rete con Libera.

Don Luigi Ciotti ricorda i momenti condivisi con don Mario Operti, fondatore del progetto Policoro e vede nei giovani presenti, nelle azioni dei vent’anni trascorsi nonché nella sinergia che si è creata tra il progetto Policoro e Libera il sogno di don Mario Operti realizzato. “Il suo sogno è diventato realtà!”

Gli animatori di comunità del progetto Policoro e i giovani che decidono di lavorare sui beni confiscati alla mafia hanno competenze imprenditoriali, ma, soprattutto passione ed una grande carica. Hanno il coraggio di agire contro le mafie e sono le donne le protagoniste di un popolo che decide di metterci la faccia per difendere i propri figli dall’oppressione e dall’illegalità.

Don Ciotti definisce il progetto Policoro quale un progetto di libertà e di dignità umana. “Il dono della vita ci offre un impegno: impegnare la nostra libertà per liberare chi libero non è (chi è povero, chi è analfabeta, chi è disoccupato, ecc.).”

L’invito di don Ciotti è quello di continuare a lavorare insieme perché questo camminare insieme moltiplica la speranza. Libera è, infatti, tra i numerosi soggetti che da anni coopera con il progetto Policoro.

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