Marche-Umbria, Prostituzione, Operazione Taxi, [foto] bloccata associazione a delinquere

ASSISI – Un’associazione a delinquere umbro-marchigiana finalizzata allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione è stata sgominata dai Poliziotti in servizio alla Squadra Mobile della Questura di Ancona in collaborazione con i carabinieri di Assisi e del Comando Provinciale di Perugia. Un gruppo di albanesi residenti tra Perugia e provincia, avevano creato un sodalizio criminale che si estendeva fino alla costa adriatica tra Ancona e Senigallia. L’attività investigativa posta in essere dai Reparti di Polizia e Carabinieri, coordinati dalle Procure della Repubblica di Ancona e Perugia si sono concretizzate nella esecuzione di numerose misure restrittive della libertà personale sotto forma di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP di Ancona e da quello di Perugia. La Squadra Mobile di Ancona ha arrestato 6 persone due delle quali a Perugia e a Foligno. I due, Vladaj Lazer (’82) e Xhani Ermal (’88), sono ritenuti i capi delle organizzazioni criminali, coloro i quali riscuotevano i soldi delle 26 ragazze che da Perugia venivano spostate ad Ancona e che erano costrette a pagare 50 euro al giorno per poter occupare il tratto della Statale 16 Adriatica ove esercitavano l’attività di prostituzione. Ieri, nelle prime ore del mattino, sono scattate le operazioni che hanno concluso la lunga e articolata attività di indagine e che hanno permesso l’arresto simultaneo dei componenti del sodalizio.

I numeri: Settanta le ragazze e transessuali, un volume d’affari di un milione di euro, trecento euro la cifra che spendeva in media un cliente per ogni prostituta, quaranta euro la cifra che restava ad ognuna di loro. Sono questi alcuni numeri dell’Operazione Taxi effettuata dalla Squadra Mobile della Questura di Ancona in collaborazione con i Carabinieri di Assisi e del Comando Provinciale di Perugia. L’operazione si è conclusa alle prime luci dell’alba di ieri, 11 aprile.

I provvedimenti restrittivi: I militari, al termine di una attività di indagine avviata nel mese di marzo 2013, hanno eseguito cinque provvedimenti restrittivi ed altre tre misure cautelari con obbligo di dimora nel comune di residenza. I destinatari di tali provvedimenti sono soggetti di nazionalità albanese, rumena e italiana.

Il sodalizio criminoso si articolava su tre livelli: un primo, apicale, occupato da cittadini albanesi i quali sfruttavano la prostituzione di giovani rumene sia in forma diretta che mediata, delle quali percepivano cospicue quote derivanti dagli introiti conseguiti al termine di ogni serata di “lavoro”. Essi provvedevano principalmente a collocare le ragazze in spazi determinati idonei ad adescare i clienti, operando una suddivisione geometrica del territorio nell’ambito del quale esercitavano la propria sfera di influenza garantendo protezione in caso di intrusione e/o di molestie da parte di terzi. L’attività di indagine ha permesso di disarticolare completamente l’apice della struttura costituita da soggetti albanesi che operavano a Perugia dove c’era la base logistica ed operativa della struttura criminale.

Collaborazione tra Marche e Umbria: L’attività di coordinamento tra la locale Procura e quella marchigiana ha permesso anche la collaborazione dell’Arma umbra con il personale della Polizia di Stato rendendo possibile lo smantellamento anche in quel capoluogo dei minori livelli dell’associazione. Ad Ancona e Falconara Marittima, infatti, venivano eseguite misure restrittive di coloro i quali erano delegati dai vertici del collocamento delle ragazze in quei luoghi di “lavoro”.

Il secondo livello costituita da romeni: Una seconda fascia era occupata da soggetti di nazionalità rumena, incaricati dai vertici dell’accompagnamento sul posto di “lavoro”, di “controllo”, “vigilanza” al fine di verificare la presenza delle ragazze e lo svolgimento dell’attività di meretricio, alle quali impartivano direttive in caso di controlli operati dalle Forze di Polizia e di cui coordinavano l’attività. Le ragazze arrivavano in Italia col miraggio di facili guadagni e da subito costrette a prostituirsi su strada ed in appartamento.

Il terzo livello costituito dai taxisti: Un terzo livello è certamente riconducibile ai “tassisti”, i quali servendosi delle autovetture a loro in uso, accompagnavano personalmente le prostitute dalle rispettive abitazioni ai luoghi di adescamento, fornendo loro “generi di conforto” durante il periodo di stazionamento nelle piazzole e percependo il corrispettivo del servizio offerto maggiorata dal costo del viaggio.

Autorità giudiziarie umbra e marchigiana in coordinamento: L’indagine iniziata nel 2013 ha visto il coordinamento di due Autorità Giudiziarie, quella umbra e quella marchigiana che in questo lasso di tempo hanno identificato tutti gli appartenenti al sodalizio del quale hanno ricostruito dinamiche e meccanismi: tutte le ragazze sono di origine rumena e molte di esse venivano fatte prostituire a Perugia durante l’inverno e spostate poi lungo il litorale adriatico nei mesi estivi, dove maggiore era la richiesta di tali prestazioni.

Dodici provvedimenti restrittivi: Il lavoro di investigazione ed analisi che in un anno ha portato alla identificazione di oltre settanta ragazze e transessuali, ha permesso all’Autorità Giudiziaria di emettere dodici provvedimenti restrittivi della libertà personale di soggetti ritenuti coinvolti in tali attività delittuose. Pesantissime le accuse formulate nei loro confronti dal G.I.P. del Tribunale di Perugia su richiesta della locale Procura della Repubblica: per tutti pende l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’induzione al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione.

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