Assisi, replica alle parole del capogruppo del PD Pettirossi, nota Massucci

(assisioggi.it) ASSISI – “Pura fantasia, parole in libertà, quelle del capogruppo del PD Simone Pettirossi, a proposito di crisi e disoccupazione nel Comune di Assisi, il quale vorrebbe far passare il suo pessimismo-disfattismo per un impegno costruttivo, a parole, ignorando che l’impoverimento del tessuto economico e produttivo nazionale e locale è di carattere internazionale”.

È quanto afferma l’Assessore al Bilancio, Moreno Massucci, in risposta all’ennesima “boutade” del consigliere di opposizione del PD. A parole – aggiunge Massucci – egli sostiene che Assisi non è un’isola felice e il mondo economico, commerciale e produttivo soffre anche da noi.

Nei fatti, egli ha osteggiato in tutte le sedi il nuovo P.R.G. che rappresenta, innegabilmente, un volano di sviluppo con nuove aziende che si insedieranno nel territorio, con una ricaduta favorevole sulla occupazione. A parole, sostiene che bisognerebbe astenersi dalla propaganda ed evitare di citare cose che non c’entrano nulla col tema. Nei fatti, ha chiesto e sollecitato in consiglio comunale l’aumento dell’IMU sulle seconde case e sulle unità produttive.

A parole, ritiene la maggioranza sorda alle mozioni della minoranza su questi argomenti, nei fatti, finge di non sapere che il Comune di Assisi non ha aumentato le tasse ed è fortemente impegnato nel sostegno al sociale. Un concetto di crisi tra alibi e realtà, quello di Simone Pettirossi, che, pure fra innegabili, vistosi problemi su alcuni comparti, non coincide con il parere di esperti di finanza anche negli ambienti bancari regionali, che vedono nel comparto turistico di Assisi una “solida tenuta”, al punto da considerare la piazza di Assisi in controtendenza con la stessa Perugia.

È vero! “Assisi resiste alla crisi”, turisticamente parlando – ha ragione il Sindaco Claudio Ricci ad affermarlo – , e il turismo è una industria primaria nella città di San Francesco. A non accorgersene, o a non vederlo, è soltanto Simone Pettirossi, non certo gli esperti di marketing turistico, bancari e gli enti preposti. In questo settore, in questo comparto, un comune può fare molto, soprattutto quello di Assisi, con gli uomini giusti..

Per il resto, i comuni, gli enti locali possono ben poco, con il famigerato “patto di stabilità” che li vincola negli appalti e nel pagamento dei fornitori. È compito del Governo centrale modificare, a livello europeo, la gabbia dei parametri economici dai quali siamo strangolati: revisione del limite di indebitamento ed allentamento delle cogenti regole di accesso al credito, che le banche devono essere indotte a rispettare. Cercare di addossare agli enti locali (che non hanno incisive possibilità di intervento) le conseguenze di una crisi internazionale, non è soltanto miope, è irresponsabile”.

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