Assisi, ricorso quote rosa, Consiglio di Stato dà ragione a Comune

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COMUNE DI ASSISI

Assisi, il Consiglio di Stato (nella odierna seduta in Roma) ha dato ragione (sulle Quote Rosa: presenza delle donne in Giunta) al Comune di Assisi respingendo la richiesta di sospensiva (come, invece, aveva chiesto l’opposizione in Consiglio Comunale, tranne Claudia Travicelli) rimandando nel merito ma senza fissare la data (probabilmente alla metà del 2014). Ancora una volta, dopo ben due sentenze del TAR Umbria di cui l’ultima favorevole al Comune di Assisi, anche il Consiglio di Stato respinge la richiesta di sospensiva dell’opposizione. Il Sindaco Claudio Ricci (che ha voluto ampiamente ringraziare, per il pregevole operato tecnico, gli avvocati incaricati dal Comune Delfo Berretti e Mario Cartasegna) ricorda che al momento delle nomine degli Assessori é stata rispettata la volontà degli elettori (numero di preferenze ottenute) e la legge (nonché lo Statuto comunale) che, in quel momento, non imponeva la rappresentanza delle donne in Giunta (occorre ricordare che ad Assisi il presidente del Consiglio, seconda carica istituzionale dopo il Sindaco, é una donna e molte principali cariche dirigenziali, apicali e anche due capi gruppo sono donne: doverosamente e ampiamente rappresentate peraltro con grandi meriti).
Il Sindaco Claudio Ricci ha rispettato le due sentenze del TAR Umbria di cui la seconda “riconosce la piena legittimità degli atti amministrativi”: ora il Consiglio di Stato “non ha riconosciuto la sospensiva” rinviando nel merito (ma a data da destinarsi). É

 

evidente, da parte dell’opposizione in Consiglio Comunale (tranne Claudia Travicelli), che si tratta solo di “azioni politiche strumentali” (svolte da circa 3 anni) che vorrebbero ostacolare (facendo disperdere tempo e risorse), senza però riuscirci, l’operato dell’amministrazione comunale per i cittadini e lo sviluppo del territorio di Assisi. Comunque, visto che il TAR Umbria ha riconosciuto la legittimità degli atti, e malgrado questo si continua con tali “azioni strumentali”, danneggiando l’amministrazione comunale, si stanno valutando azioni di tutela, con richieste di risarcimento, per “danni all’immagine”.

 

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