Atto vandalico, Massimo Cuppoloni restaura Maestà via Francesca

Atto vandalico, Massimo Cuppoloni restaura Maestà via Francescana

Atto vandalico, Massimo Cuppoloni restaura Maestà via Francesca

Anche la Maestà della via Francesca è stata mirabilmente restaurata da Massimo Cuppoloni, dopo l’atto vandalico di inizio estate che ne aveva infranto la vetrata. Adesso protegge una bellissima Madonna in punto Francescano di Maria Ferroni che raffigura quella rubata qualche anno fa dal Tugurio di Rivotorto, ex voto di un pellegrino Polacco del 1700.

Un piacere per gli occhi, un dignitoso omaggio per la madre di Dio e madre nostra.

Oltre l’autore, le iniziative di restauro dell’Edicola in via Ospedale delle Pareti e questa di via della Francesca sono state rese possibili dalla volontà dei custodi della terra su cui sorgono, Feliciano e Renato Elisei, e Federico Mastrangelo, e dalla devozione disinteressata,fra gli altri, di Giorgio Simonelli e Paola Vitaloni.

Questa della via Francesca sorge in un luogo molto caro a frate Francesco, ad appena 100 metri da un’ansa del Rigo Torto, il piccolo fiume sacro.

Egli vi passò spessissimo trovandosi in uno snodo cruciale sotto San Damiano, sulla via cupa di San Petrignano (attuale via Salette) che conduceva diritta sulla pianura presso la seconda Chiesa da lui riparata, dopo San Damiano e prima della Porziuncola; da una parte la via Francesca conduce, inoltre, al Trivio della Francesca e quindi al Tugurio di Rivotorto; dall’altra conduce alla via di Collemancio (attuale via San Rufino d’Arce), dove era il lebbrosario di San Lazzaro, attuale Santa Maria Maddalena. La radice Francescana della Maestà è rilevata dall’iscrizione su marmo apposta sopra il sacello recitante dal Cantico delle Creature la lode al Signore per sora madre terra.

Questi luoghi, dove sorgono le Edicole restaurate,sono come ben capite intrise di storia e spiritualità, di vita vissuta, di sudore e di fatiche: le costruzione dei due tempietti dedicati alla Madonna risalgono al 1889 quello di via Ospedale delle Pareti,del quale abbiamo già riferito in un precedente intervento, e all’ottobre 1932 quella della via Francesca, ed erano stati innalzati ai crocicchi di strade frequentate da contadini e braccianti per proteggere e confortarela vita e il lavoro di queste semplici e umili persone nei campi, raccogliendone la prece sincera.

Ne parliamo volentieri, sicuri che sia assolutamente necessario che gli uomini tornino a fermarsi davanti a loro, recuperando nella preghiera e nella meditazione il senso più profondo della propria esistenza; ciò è soprattutto auspicabile per i giovani di oggi e di domani. Se essi non troveranno appigli alla loro sete di senso per la propria vita, saranno destinati a perdersi e soccombere sotto le ingannevoli potenze del mondo.

E’ stato intanto organizzato un evento per celebrare il restauro dell’Edicola di via Ospedale delle Pareti: sabato 12 ottobre alle ore 16.00 Santa Messa officiata da padre Massimo, parroco presso l’Abazia di San Pietro di Assisi.

In futuro chiunque può organizzare momenti di preghiera presso le Edicole restaurate, interrompendo le abitudini secolari, per ritrovare la dimensione spirituale e salvifica della nostra umanità.Questi momenti potranno essere arricchiti anche dalla gradita partecipazione di altre confessioni religiose: ricordiamo la particolare venerazione che i nostri fratelli e sorelle Musulmani hanno per la Madonna;inoltre, anche i nostri fratelli maggiori Ebrei possono trovare spunti di preghiera nella vita di Maria, esempio di donna ebrea, per la sua irreprensibile adesionealla tradizione del suo popolo e alla scrupolosa osservanza della Torah. di Mauro Loreti

 

5 Commenti

  1. Caro Loreti come si fa a chiamare fratelli chi a casa loro vieta la costruzione di chiese cattoliche e le poche esistenti le distrugge. Dove si imprigionano i cattolici per blasfemia, dove viene vietata qualsiasi altra confessione che non sia la loro. Da dove viene tutto questo trasporto verso queste persone? Puoi spiegarcelo? P.S. Però non con le banalità di padre Fortunato.

    • Gesù ha steso le mani sulla croce, lui che è Dio ci ha indicato la strada, e non può essere messo in discussione: lui è Dio!. Ci dice che è l’unica strada possibile per acquistare una vita senza limiti. La differenza nella decisione di amare o odiare la fa la fede: se io credo che Gesù è risorto, non posso più aver paura di nulla, qualsiasi cosa mi accada, e la mia vita bistrattata e vituperata acquista in questa fede un valore che va anche al di là della mia comprensione. Caro Camillo, se abbiamo fede stenderemo le braccia sulla croce sicuri di aver vinto, anche se distruggeranno le chiese e il nostro stesso corpo. Se ho fede, vivrò, Dio non mi abbandona e farà della mia morte un seme di vita eterna. Ciao, buona serata e buon cammino fratello.

  2. Cerco di capire la tua risposta che è evidentemente sostenuta da una fede cieca nel Cristo risorto e che, per tua stessa ammissione, ti fa andare oltre l’umanamente comprensibile. Devi però considerare anche la logica (opinioni) di chi non ha questo privilegio o lo ha perduto. Penso sia lecito e comprensibile, da parte di chi non ha lo scudo della, fede avere delle contrarietà verso chi a priori ti rifiuta o magari ti emargina.

    • È comprensibile, hai ragione, a differenza di quello che si pensa, l’amore è una scelta razionale, fredda, ponderata, sulla base della fede in uno che ti assicura che è sempre la strada più giusta. L’amore vero non è sentimentale ma è vincere se stessi, andare contro la carnalità, in nome della fiducia in uno che ne sa più di te e ti dice di scegliere in quella direzione, perchè su quella strada, malgrado il mondo e la tua natura ti dicono di non andare, troverai la tua pace e la verità. Dio vuole farci simili a lui, non è possibile aspirare a questo se non siamo disposti a staccarci dalla terra. Io non sono diverso da te, anche tu, come me, ti stai interrogando su cosa sia bene fare. Io ti ho dato conto della mia ricerca, ma non posso insegnarti niente, sono un povero mortale come te, e stiamo sulla stessa barca. Ti ringrazio perchè mi hai dato la possibilità di indagarmi dentro e hai arricchito il mio cammino. A presto.

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