Avvistamenti di cinghiali, se incontrate uno cambiate strada

 
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Avvistamenti di cinghiali, se incontrate uno cambiate strada

da Eraldo Martelli, componente ATCPG2
Si susseguono i tanti avvistamenti anche con incontri ravvicinati e relativi incidenti stradali scampati per un pelo nelle strade e nei campi adiacenti le mura cittadine. Molti i commenti sui social anche sul recente video del branchetto di cinghiali sotto la basilica di San Francesco, alcuni ironici altri ammirati altri ancora stupiti o impauriti.

Non è la prima volta che si verifica tale fenomeno, negli anni scorsi alcuni esemplari destavano preoccupazione sotto San Damiano in chi transitava nelle vie limitrofe. I residenti della zona Ivancic ricorderanno l’ormai leggendario cinghiale “Attila” che oltre 20 anni fa imperversava intorno alle loro case.

In qualche modo i problemi si sono risolti, speriamo che anche questa volta si riescano a trovare tempestivamente adeguate soluzioni per rimuovere la presenza di questi animali che oltre a procurare danni alle colture agricole rappresentano un pericolo per gli incidenti che possono provocare.

A tal proposito è bene ricordare che la Regione Umbria da un paio d’anni non risarcisce più i danni provocati ai veicoli dovuti a incidenti stradali con animali selvatici, tali fenomeni non sono da sottovalutare in quanto abbastanza frequenti e considerevoli le cifre che prima la regione risarciva.

Pertanto il consiglio che rivolgo agli automobilisti è quello di stipulare una assicurazione integrativa che copra tale rischio, alcune compagnie già lo offrono a costi relativamente bassi. Per intervenire tempestivamente nelle zone critiche del territorio a caccia programmata l’ente gestore ATCPG2 ha recentemente costituito una squadra speciale di 8 cacciatori esperti pronti a risolvere celermente episodi come ad esempio la recente presenza di cinghiali all’interno dell’aeroporto San Francesco.

Ad Assisi invece essendo il territorio interessato inserito all’interno del parco regionale del monte Subasio partendo da via Francesca e risalendo per il Tescio, la competenza gestionale della fauna è del gestore, prima Ente Parco poi Comunità Montana poi commissario in pratica sempre alla Regione dell’Umbria.

Nel parco la gestione del cinghiale è svolta da selecontrollori formati che eseguono i piani di contenimento approvati dalla regione e dall’ISPRA, gli stessi sono quelli titolati se autorizzati ad intervenire pur dovendo considerare e valutare le difficoltà e le problematiche che presentano le modalità d’intervento in un ambito fortemente antropizzato per effettuarlo nella massima sicurezza per tutti.

Infine un consiglio, se incontrate un cinghiale fermatevi non lo infastidite, meglio cambiare strada o aspettare che se ne vada, vi assicuro che specialmente le scrofe per difendere i propri piccoli sanno essere molto combattive.

1 Commento

  1. Ieri sera sul tg regionale ho saputo che l’anno scorso sono stati uccisi, se ho capito bene, 12000 cinghiale e che sarebbero dovuti essere 20000 le uccisioni per calmierare gli animali. Io penso che siano numeri assurdi di uccisioni di queste povere bestie che vengono utilizzate principalmente per il divertimento dei noti operatori ecologici che si chiamano cacciatori. Tre giorni fa ho portato il mio gatto dal veterinario e ho trovato un gran numero di cani da caccia visto il numero me ne sono andato. Sono ritornato il pomeriggio ed ho scoperto che la mattina vi erano stati cani morti perché portati alla ricerca di cinghiali per mantenerli in forma per le future battute. Tenete conto che dovrebbe esserci un fermo per la caccia ai cinghiali. Poi sappiamo che vengono uccisi tutto l’anno sempre da questi ecologisti cacciatori basta che girano intorno alle case in campagna o con battute ad hoc. Purtroppo ci sono poche persone adibite al controllo di queste giornaliere battute fuori legge. Anche sulle battute pianificate ci sono cose che non vanno in quanto spesso vengono abbattuti cinghiali che non dovrebbero essere abbattuti sia per il sesso che per l’età invece dei maschi vecchi,

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