Beneficenza e tentata truffa, due donne denunciate ad Assisi

Controlli ad Assisi dopo la segnalazione al numero unico 112

📌 FLASH NEWS – Due donne di 27 e 35 anni denunciate ad Assisi per tentata truffa. La Polizia è intervenuta in Piazza del Vescovado dopo una segnalazione al 112. Consegnati moduli per richieste di denaro presentate come una raccolta benefica


Due donne di 27 e 35 anni sono state denunciate dalla Polizia di Stato di Assisi per l’ipotesi di tentata truffa. L’intervento è avvenuto in Piazza del Vescovado, dopo una segnalazione relativa alla presenza di persone moleste, ricevuta attraverso il Numero unico di emergenza 112. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, le richieste di denaro rivolte a turisti e passanti sarebbero state presentate come una raccolta con finalità benefiche. Gli accertamenti hanno riguardato anche alcuni moduli consegnati dalle due donne durante le verifiche in Commissariato.

La segnalazione e l’identificazione in piazza

I poliziotti erano impegnati nel servizio di controllo del territorio quando hanno ricevuto la richiesta di intervento. Raggiunta Piazza del Vescovado, hanno identificato le due donne, nate rispettivamente nel 1999 e nel 1991. Entrambe sono state successivamente accompagnate negli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Assisi, dove sono proseguite le attività necessarie a verificarne la posizione. È in questa fase che le interessate hanno spontaneamente messo a disposizione degli agenti la documentazione relativa alla presunta raccolta.

I moduli destinati alle richieste di denaro

I fogli riportavano la dicitura “Certificato regionale per persone non udenti e fisicamente disabili”. Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero serviti a chiedere somme di denaro facendo riferimento a uno scopo benefico. Il richiamo alle persone con disabilità costituiva quindi la motivazione prospettata ai destinatari delle richieste. La documentazione è stata esaminata nel contesto degli accertamenti sulla condotta delle due donne e sulle circostanze che avevano determinato l’intervento della pattuglia.

Le verifiche nelle banche dati

I controlli hanno fatto emergere che entrambe risultavano registrate nelle banche dati con diversi alias. A loro carico sono stati inoltre rilevati precedenti per truffa, accattonaggio molesto e altri reati contro il patrimonio, riferiti a episodi avvenuti in diverse città. Questi elementi sono stati acquisiti dagli operatori durante le verifiche svolte dopo l’identificazione. La ricostruzione della posizione delle interessate ha preceduto la conclusione delle attività di polizia e la trasmissione degli atti all’Autorità giudiziaria.

Un’ulteriore contestazione per una delle donne

Al termine degli accertamenti, entrambe sono state deferite all’Autorità giudiziaria per tentata truffa. Per una delle due è stata formulata anche la contestazione di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. Quest’ultima ipotesi di reato riguarda dunque soltanto una delle persone identificate, mentre la denuncia relativa alla presunta richiesta fraudolenta di denaro coinvolge entrambe.

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