E’ caduta una stella: chiuso punto nascita ospedale di Assisi

Ospedale Assisi, dichiarazione Federico Masciolini, Segretario comunale PD
Ospedale Assisi, dichiarazione Federico Masciolini, Segretario comunale PD

da Giorgio Bartolini,  Emidio Fioroni, Simonetta Maccabei e Leonardo Paoletti
ASSISI – In Umbria è toccata solo ad Assisi la triste sorte della chiusura del punto nascita. Un primato che registra grande disappunto e sconcerto nei cittadini dell’intero territorio, perché, giustamente, questo reparto è stato vissuto come un fiore all’occhiello dell’intera regione, grazie a vere competenze e capacità. Per decenni, infatti, prima di diventare perugini, si nasceva assisani, con indiscusso vanto anche personale. La sua fine ha una precisa datazione: sette anni fa, al tempo sindaco Ricci, venne trasferito a Foligno il primario del reparto, prof. Pier Luca Narducci, ed apparve subito in modo chiaro il piano della Regione, in quanto, non avendolo più sostituito, ciò significava senza alcun dubbio la volontà di depotenziare Assisi a favore di Foligno.

Ma, mentre i gruppi politici di opposizione in Assisi avevano capito subito e molto bene questo disegno, denunciando tempestivamente la palese destrutturazione dell’ospedale alla stampa, alla pubblica opinione, il sindaco ha continuato impunemente a sottacere, accusando l’opposizione di creare allarmismi inutili e strumentalizzazioni politiche, anzi volendo far credere che, invece, il nosocomio assisano sarebbe stato addirittura potenziato.  Queste alcune sue asserzioni datate 14 luglio 2011: “non ci sono particolari criticità e non vanno creati allarmismi”. Successivamente è sempre intervenuto a tempi scaduti e con azioni plateali, quali il fantasma e l’incatenamento, sempre di tornaconto personale per la sua immagine funzionale alla futura carriera politica.

In un comunicato del 18 giugno 2014 scrive ancora “salverò il punto nascita”. Poi le trovate più stravaganti ed inconcludenti, sempre finalizzate al suo apparire: scrivere al Papa, al ministro della Sanità, ai tanti insomma che con questa storia nulla hanno a che vedere, perché, come a tutti noto, la competenza per la sanitàè della Regione. Finalmente, anche se a distanza di anni, e quindi fuori tempo, persino nel gruppo di maggioranza in consiglio il consigliere Luigi Marini accenna a comportamenti ingannevoli, comprendendo, ma in ritardo, quello che l’opposizione aveva capito fin da subito. Oggi, a reparto chiuso in modo definitivo, al ritornello durato anni del ricorso al TAR, Ricci aggiunge qualcosa che sa solo di tornaconto politico personale: dice di candidarsi alla regione per difendere i piccoli ospedali, e poi, a titolo consolatorio, tenta di far credere che quello di Assisi, come contropartita, verrà potenziato in alcuni servizi. Un bel mix di confusione, incapacità, strumentalizzazione. Ma c’è qualcuno che ancora ci crede?

[box type=”shadow” ]Una sola cosa è certa: è riuscito ad entrare nella storia come sindaco complice della chiusura del punto nascita nella città dell’accoglienza, cancellando dalla carta di identità ” nato/a in Assisi” [/box]

 

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