Chi sono gli animatori di comunità del Progetto Policoro?

300 soci Unitalsi Animatori dei pellegrinaggi ad Assisi, appuntamento annuale
DOMUS PACIS

Assisi, 22-26 novembre 2014 si è tenuto presso La Domus Pacis il 30° Corso di formazione nazionale del progetto Policoro. Erano presenti circa 200 giovani di età compresa tra 20 ed i 30 anni, provenienti da 129 su 225 diocesi italiane. Ma chi sono gli animatori di comunità? Sono giovani che decidono di rispondere ad una chiamata e di accogliere il progetto di vita che il Signore ha per loro e per i giovani che incontreranno. Molto spesso si tratta di giovani che in prima persona hanno investito tanti anni nella formazione e nell’impegno sociale, ma, che vivono la frustrazione di non trovare una collocazione nel mercato del lavoro a causa delle condizioni socio economiche vigenti. I giovani che accolgono il mandato di animatore di comunità nella loro diocesi di appartenenza non si arrendono di fronte alle difficoltà oggettive del contesto nazionale, ma, grazie ad una rete di soggetti associativi ed ecclesiali presenti sul territorio ed alla forza della “Parola” decidono di mettersi in gioco per <>, come diceva Mons. Mario Operti, fondatore del progetto Policoro. Questo progetto si caratterizza per aver accolto la sfida che la disoccupazione giovanile pone alle Chiese locali di individuare nuovi strumenti e risposte all’interrogativo esistenziale di tanti giovani che vivono la disoccupazione. Sono tanti i giovani che hanno finito il loro percorso di studi e sono caduti nello scoraggiamento di chi non cerca né un’opportunità di lavoro né tanto meno di formazione. L’animatore di comunità mette in moto tutta la sua creatività e le sue competenze per far si che le parole chiave del progetto Policoro – giovani, vangelo, lavoro – si trasformino in azioni di evangelizzazione, educazione e del fare impresa per i giovani del suo territorio.

Il giovane animatore di comunità diventa egli stesso testimonianza della risposta ad una chiamata e ad una vocazione al lavoro ed alla vita che si trasforma nell’accompagnare altri giovani nella ricerca di un lavoro che ponga al centro l’uomo e la dignità della persona, l’etica del lavoro. L’animatore di comunità vive e propone, grazie alla formazione costante che segue in maniera continuativa per tre anni sia a livello nazionale che regionale, un nuovo modello di lavoro che tutela e valorizza la dignità della persona.

Il triennio di formazione degli animatori di comunità, che lavorano in sinergia con i direttori delle pastorali coinvolte e con altri giovani ed adulti del loro territorio, si basa sul Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, sulla Caritas in Veritate e dall’Evangelii gaudium. Il lavoro svolto in diocesi è frutto del lavoro dell’equipe diocesana formata dai direttori dell’Ufficio di Pastorale per i Problemi Sociali ed il Lavoro, dell’Ufficio di Pastorale Giovanile e della Caritas Diocesana insieme alle cosiddette filiere della formazione e dell’evangelizzazione. A partire dall’evangelizzazione e attraverso un processo educativo e formativo si giunge a valorizzare la persona nella sua interezza e nelle sue capacità imprenditoriali fino, laddove è possibile, a realizzare gesti concreti: cooperative, consorzi, imprese, microcredito e reciprocità Nord-Sud che dicono la possibilità di far germogliare speranza e sviluppo e donano possibilità lavorative a migliaia di giovani permettendo loro di sposarsi e generare figli. E’ grazie al processo di evangelizzazione, formazione e creazione di impresa offerto dal progetto Policoro che è stata costituita il 7 marzo 2014 la cooperativa sociale CON FRANCESCO che vede tra i suoi soci fondatori proprio i primi 4 animatori del progetto Policoro della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Gli animatori di comunità segnalati dalla Diocesi e formati, in questi vent’anni del progetto, sono 675. Si è permesso ai giovani di essere se stessi, di esprimere i propri talenti, di non cadere nelle mani delle mafie, di essere capaci di relazioni ecclesiali e sociali autentiche e di promuovere sviluppo. Il disoccupato di ieri è, oggi, un cooperatore o un piccolo imprenditore sposato, padre di famiglia con figli. Risolvendo il problema lavorativo si è risolto il problema familiare e generativo.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*