Festa in Amicizia 2018, che spettacolo al Lyrick di Assisi




Festa in Amicizia 2018, che spettacolo al Lyrick di Assisi L’arte è uno straordinario collante che ci unisce e ci rende tutti uguali. Non vi sono distinzioni davanti ad essa ed è per questo motivo che il Serafico crede fermamente nella sua potenza. Ne ha dato dimostrazione ieri, con lo spettacolo teatraleColoRadio”, andato in scena al Teatro Lyrick di Assisi. Una pièce teatrale in cui i protagonisti indiscussi sono stati i ragazzi del Serafico che, con consapevolezza di sé ed autentico entusiasmo, sono riusciti a portare in scena le proprie emozioni, valicando i limiti e le difficoltà.

 «Il laboratorio teatrale del Serafico dice molto del modello in cui crediamo. Innanzitutto poniamo attenzione a tutte le dimensioni della vita, perché il Serafico è molto più di un centro di riabilitazione dove si riparano funzioni compromesse”. Noi guardiamo all’uomo in una dimensione che non è astratta o immobile, ma che si esprime nella sua relazionalità e nella sua personalità. Lo spettacolo è la dimostrazione tangibile di quanto conti per noi garantire ad ognuno dei nostri ragazzi la possibilità di esprimere se stessi partecipando pienamente alla vita.

Fabrizio Benincampi e Stefano Tufo, ideatori e registi dello spettacolo, hanno coniugato al meglio anche quest’anno questa volontà, ottenendo in scena un risultato eccellente. Far calcare il palcoscenico del Lyrick a tutti i nostri ospiti è stata una vera sfida e raggiungere questo traguardo ha richiesto molto impegno e tanta dedizione. Quando qualche anno fa iniziammo a lavorare alle prime rappresentazioni, coinvolgendo anche i disabili gravi, diverse persone manifestarono il loro scetticismo.

Ma questo non è bastato a farci desistere, perché la gioia incontenibile dei ragazzi ci ha convinti che fosse la strada giusta da percorrere. E così è stato! L’emozione dei giorni che precedono lo spettacolo è quasi indescrivibile. Ci ritroviamo tutti insieme dimenticando di essere operatori sanitari, perché sul palco siamo tutti uguali, tutti con la stessa eccitazione per quel sipario che si apre al pubblico. Incrociare gli sguardi dei nostri ragazzi con gli occhi che brillano di gioia, è la dimostrazione di quanto sia facile incontrare la felicità anche sulla strada della disabilità: d’altronde, la felicità è vera solo quando è condivisa» – ha dichiarato Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi.

Utilizzare l’arte come forma di terapia significa voler assicurare ai ragazzi del Serafico quel benessere psicofisico che si manifesta attraverso l’espressione artistica del vissuto e delle emozioni. Significa valorizzare le potenzialità di ogni singola persona al fine di elaborare creativamente tutte quelle sensazioni che non si riescono a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani. Per mezzo dell’azione creativa l’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile e comunica all’altro il proprio mondo interiore, emotivo e cognitivo. È da questa consapevolezza che è nata l’idea del Serafico di voler realizzare per la Festa in Amicizia il più grande “Saio di San Francesco” mai realizzato prima.

«La realizzazione del grande Saio di San Francesco, coordinata dalla direzione artistica di Daniele Procacci, rappresenta per noi una sfida entusiasmante, perché ci ha spinti a tessere relazioni significative con tantissime associazioni ed organizzazioni che, come noi, si occupano di persone fragili. Con questa iniziativa abbiamo voluto spalancare le porte del Serafico a coloro che vivono, o rischiano di vivere, l’emarginazione. In fondo, sperimentiamo le stesse gioie della condivisione e abbiamo purtroppo vissuto ingiustizie e abbandoni.  Ci ritroviamo molto spesso ad affrontare insieme ai nostri ospiti la tortuosa strada del riconoscimento della dignità e dei diritti fondamentali.

Ma la realizzazione di questo meraviglioso Saio ci permetterà di essere tutti uniti, idealmente mano nella mano. Disabili, anziani, immigrati, persone con disturbi psichiatrici, minori senza famiglia, carcerati: tante fragilità che hanno voluto ripercorrere insieme a noi la bellezza del Creato e delle creature, per dar vita ad un’opera dedicata al Santo che seppe coniugare l’amore per la giustizia verso i più poveri, con l’amore per ogni creatura e per l’intera casa comune. Una fraternità che diventa amore politico. Inoltre, trovarci tutti insieme all’interno del prato antistante la Basilica di San Francesco ha per noi un significato importante, non solo perché la nostra opera è dedicata a San Francesco, ma soprattutto perché quel prato è generalmente chiuso al pubblico e stare oggi al suo interno significa poter dire “noi ci siamo!”.

Il Saio di San Francesco rappresenta anche un forte messaggio che rivolgiamo ai nuovi governanti del nostro Paese, perché non devono dimenticare che una società degna per l’uomo e che voglia essere riconosciuta come democratica, si costruisce a partire dai più fragili» – ha concluso la Presidente Di Maolo.

Si rinnova quindi oggi l’impegno della Festa in Amicizia, chiamando a raccolta tutti sul prato davanti alla Basilica Superiore, a partire dalle ore 15 e con una grande chiusura alle 18 per festeggiare i ragazzi del Serafico, i colori, la vita.

Il Serafico ringrazia tutti i gruppi, gli enti e le associazioni che hanno presentato opere

per la realizzazione de “Il Saio di San Francesco”. È grazie allo sforzo congiunto di tutti se oggi sarà possibile dare vita ad una grandissima festa dedicata al “tutto connesso” del Papa.

Di seguito alcuni dei partecipanti:

 Ragazzi e operatori delle 6 Residenze del Serafico

  • Gruppo Terapisti del Serafico
  • Genitori e famiglie dei ragazzi
  • Il Sentiero Dei TigliCoop. La Goccia, Bastia Umbra www.lagoccia.org
  • Auxilium”: Casa Famiglia Per Malati PsichiciVallina”, Calvera (PZ); “Mondo Migliore”, Centro Accoglienza Migranti, Rocca Di Papa www.coopauxilium.It

Auxilium è l’unica realtà non umbra che ha partecipato alla realizzazione del Saio di San Francesco. Condividendo la stessa missione del Serafico, si prende cura del paziente fragile costruendo attorno a lui, malato, anziano o disabile, una rete assistenziale composta da professionalità altamente competenti e accreditate. Le opere presentate sono rispettivamente degli ospiti della casa alloggio per malati psichici “Vallina” di Calvera, piccolo paese della provincia di Potenza e degli ospiti del centro di accoglienza “Mondo Migliore” di Rocca di Papa (Roma). Entrambe sono dedicate alla speranza: quella delle persone con malattie mentali che, nonostante le fragilità e i turbamenti, riescono a trovare la luce e quella dei migranti, che arrivano da noi fuggendo da guerra e miserie e vedono il nostro Paese come un grande albero della vita, in cui poter ricominciare a vivere.

 

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