Filippo Tarallo, personale di grafica e pittura ad Assisi

Filippo Tarallo, personale di grafica e pittura ad Assisi

Il 19 scorso si è inaugurata ad Assisi, a cura della Fondazione Sorella Natura Assisi, una Mostra di pittura nei locali delle Logge di Piazza del Comune. Solenne taglio del nastro dalla sindaco Stefania Proietti e dal Presidente della Fondazione prof. Roberto Leoni, presente Padre Rosario Gugliotta Custode del Convento Francescano della Chiesa Nuova nonché della stessa Terra, la Sicilia agrigentina, dell’Artista Tarallo.

Tutto secondo la prassi ufficiale delle importanti inaugurazioni, in questo caso eccezionali per le opere di pittura esposte al pubblico. A maggiore sincerità diremmo una Mostra “anomala”, cioè al di fuori dell’usuale esposizione degli innumerevoli artisti pittori che si alternano nella Sala delle Logge. Infatti fin dal primo superficiale sguardo le pitture dell’artista Tarallo comunque fanno intrattenere il visitatore soprattutto per l’originalità dei soggetti ritratti, oltre a una tecnica pittorica degna di una mano molto raffinata ed esperta del mestiere.

L’artista Tarallo ritrae, con una luminosità trasparente la tela, oggetti, ambienti, particolari, frutta, fiori, animali, pollai… trasfigurandoli dal concreto sgretolarsi del tempo al divenire “qualcosa di diverso senza cessare di restare essenza di quello che era”. Come a dire: vedi queste scarpe rotte? O le crepe del muro? O quel malridotto secchio appeso? Non sei forse tu che mantieni nell’animo non il ricordo antico dell’oggetto ma il tuo passato che debba restare sempre vivo negli affetti e immutabile?

E’ il messaggio del pittore Tarallo, che dona al visitatore la facoltà di conservare memoria di sé nel passare del tempo che muta e consuma ma che non deve cancellare quanto trasfigurato nell’animo. La Mostra resterà aperta fino al 4 settembre prossimo, mattina e pomeriggio. Un invito ad assisani e turisti a visitarla per riportare a casa, oltre Giotto e Cimabue, lo sguardo francescano di poter vedere, al di là delle cose che rovinano e passano, la semplicità della vita trasfigurata in spirituale eterna bellezza.

da Umberto Rinaldi

 

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