Il muro nel “Cortile di Francesco” ad Assisi, un “Universo” in grande stile

Il muro nel "Cortile di Francesco" ad Assisi, un "Universo" in grande stile

Il muro nel “Cortile di Francesco” ad Assisi, un “Universo” in grande stile

da Maurizio Terzetti
Giovedì 19 settembre comincia al Sacro convento “Il cortile di Francesco”, la grande kermesse mediatica dedicata a tutte le forme possibili e immaginabili dell’incontro fra popoli, culture e religioni. Non ci sarà praticamente ambito di separazione fra le genti, di razzismo e di chiusura che non sarà toccato, dibattuto ed enfatizzato.

Un “Universo” in grande stile, si direbbe, questo festival conventuale che la città di Assisi non dovrà mai prendere a modello per non rischiare di farci una figuraccia. In attesa che ad Assisi sì guardi a un altro Festival, questo dei Frati si prende la scena, addirittura nel mese di settembre, e, di nuovo, detta legge in materia di immagine planetaria di Assisi.  Tutto molto bello, tranne il fatto che la sola comunità “separata” sulla quale i Frati non abbiano sentito la necessità di interrogarsi nel programma del “Cortile” – e del resto nessuno gliel’ha proposto! – rimane, senza ombra di dubbio, la città di Assisi.
La gente incredula della città di San Francesco, la gente costretta a chiedere spiegazioni su un muretto che viene sopraelevato e che non è dato capire se sarà di integrazione o di ennesimo ripudio, la gente in soggezione di fronte ai Frati, la gente la cui cultura, i cui modi di fare, le cui tradizioni non rappresentano un problema antropologico per i Frati al pari di quelli che vengono dibattuti nel “Cortile” e che riguardano etnie lontane che bussano alle nostre porte: tutta questa gente di Assisi non ha spazio nella visione ecumenica dei Frati e degli oratori illustri loro ospiti. Tutta questa gente sta, e dovrà rimanere, che lo vogliamo o no, al di là di un muretto nel “Cortile” di San Francesco.

 

3 Commenti

  1. Non vorrei essere nei panni di Luciano Canfora che sarà chiamato a dare una spiegazione (interpretazione?) “filosofica “al teatrino che la politica sta rappresentando nei palazzi romani. A meno che non adotti il détournement che consiste nel prendere pensieri, idee, parole ed usarli in modi alternativi, affinché si trasformino in esperienze completamente nuove. Questo singolare concetto fu introdotto agli inizi degli anni Cinquanta da un gruppo di filosofi “situazionisti” con lo scopo di ricontestualizzare la vita. C’è da dire anche che i suddetti facevano altresì uso di alcol e droghe che, credo non sia il nostro caso, o almeno non ancora. Per quanto riguarda l’esclusione di noi poveri cittadini dal meeting dei talentuosi, era da aspettarselo dal momento che il cortile (altrimenti l’avrebbero chiamato piazza, agorà, campo) è un luogo delimitato, circoscritto non accessibile a tutti esclusivo incontaminato etereo e in questo caso anche spirituale. Ed io che pensavo, a quanto riportano i dizionari, fosse lo spazio destinato ad accogliere polli e galline!

  2. A me sembra la sola spiegazione giusta, l’interpretazione data da terzetti é attagliata al caso…..guardiamo la pagliuzza negli occhi degli altri ma non il trave nel nostro occhio.
    Vogliamo assumere un ruolo dominante nei confronti del Mondo, dare lezioni, presentare esempi, trovare soluzioni a tutto, ma poi non riusciamo a trovare il bandolo della matassa nella semplice cosa quotidiana: la convivenza con Assisi e i suoi abitanti. E di questo devo dare la colpa, ovviamente oltre che ai Frati e tutto il concistoro religioso, alla nostra Amministrazione, succude e prona ad ogni volere del Sultano…..
    Noi Assisani siamo stanchi e la gente stanca osserva e controlla molto di più della gente “beata” e tranquilla, siamo stanchi di non essere più “padroni” della nostra Città, siamo stanchi di non essere più liberi di viverla in ogni dove, siamo stanchi di dover chiedere permesso per entrare a casa nostra, siamo STANCHI.
    Qualcuno dovrà dare delle spiegazioni e sopratutto dovrà decidere che fine far fare a questa Città, fantastica, illuminata, ma ora più che mai lasciata morire insieme ai suoi abitanti.
    Per cui: meno chiacchiere, più fatti, non ci preoccupiamo dei problemi del Mondo e delle realtà filosofiche lontane, preoccupiamoci dei nostri Fratelli vicini…..noi stessi

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Solve : *
5 + 11 =