Incendio ad Assisi, indagini sulle cause a Ponte Santa Croce

Incendio ad Assisi, indagini sulle cause a Ponte Santa Croce

Vigili del fuoco e carabinieri verificano l’origine del rogo

🔥 Assisi, accertamenti sull’incendio di Ponte Santa Croce. Il rogo ha interessato un oliveto vicino al Bosco di San Francesco. Vigili del fuoco e carabinieri verificano le cause: finora esclusi elementi d’innesco dolosi


Nuovo sopralluogo nell’area interessata dalle fiamme

Proseguono gli accertamenti sull’incendio divampato venerdì scorso in località Ponte Santa Croce, ad Assisi, dove le fiamme hanno interessato un oliveto per una superficie di alcune migliaia di metri quadrati. L’episodio non ha avuto conseguenze più gravi, ma la posizione del rogo ha richiamato particolare attenzione per la vicinanza a un’area di rilevante valore ambientale e simbolico. Nella giornata odierna vigili del fuoco e carabinieri sono tornati sul posto per un nuovo sopralluogo. L’obiettivo è raccogliere gli elementi necessari a ricostruire l’origine dell’incendio e chiarire il punto dal quale le fiamme avrebbero iniziato a propagarsi. Le verifiche si concentrano sull’area prossima alla strada. Secondo alcune testimonianze e sulla base delle prime perlustrazioni, il fuoco potrebbe essere partito nei pressi di un palo della luce situato vicino alla carreggiata. Si tratta di un elemento sul quale sono in corso gli accertamenti.

Le fiamme favorite da caldo e leggero vento

Una volta sviluppato, l’incendio si sarebbe esteso rapidamente nell’oliveto. A favorire la propagazione delle fiamme sarebbero state le alte temperature e il leggero vento presente nelle ore del tramonto, condizioni che hanno contribuito alla diffusione del fuoco sulla vegetazione. L’incendio ha interessato una superficie di alcune migliaia di metri quadrati, ma è soprattutto la collocazione dell’area ad aver reso particolarmente delicata la situazione. Dall’altra parte della strada e oltre il letto del Tescio si trova infatti il Bosco di San Francesco, gestito dal FAI. L’area sale fino alla Basilica e si sviluppa verso il luogo che ospita il progetto artistico di Michelangelo Pistoletto, il Terzo Paradiso. La vicinanza di questo patrimonio ambientale e simbolico ha reso determinante il contenimento delle fiamme prima che l’incendio potesse estendersi ulteriormente.

L’intervento dei vigili del fuoco contiene il rogo

Durante l’emergenza l’area è stata presidiata mentre erano in corso le operazioni di spegnimento. L’intervento dei vigili del fuoco ha consentito di domare l’incendio, evitando conseguenze potenzialmente più rilevanti. Chi opera abitualmente nella zona ha riferito di essere spesso presente nell’area per le attività quotidiane. Una presenza che consente anche una vigilanza frequente del territorio, pur non potendo garantire un presidio continuativo nell’arco delle ventiquattro ore. Nel momento dell’emergenza, tuttavia, è stato soprattutto l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco a permettere di fermare l’avanzata delle fiamme. Il rogo è rimasto circoscritto all’oliveto interessato e non ha raggiunto il vicino Bosco di San Francesco.

Vigili del fuoco e carabinieri cercano l’origine

Terminata la fase dello spegnimento, l’attenzione si è concentrata sulla ricostruzione dell’accaduto. Vigili del fuoco e carabinieri stanno raccogliendo elementi utili a stabilire l’origine dell’incendio e a individuare il punto dal quale si sarebbe sviluppato. Il nuovo sopralluogo effettuato nell’area rientra proprio in questa attività. Le prime indicazioni raccolte attraverso le testimonianze e le perlustrazioni porterebbero verso la zona di un palo della luce situato vicino alla strada. Da quel punto, secondo la ricostruzione ancora sottoposta a verifica, il fuoco potrebbe essersi propagato rapidamente alla vegetazione circostante e quindi all’oliveto. Le condizioni presenti in quel momento avrebbero contribuito all’avanzata delle fiamme. Le alte temperature e il leggero vento che spirava verso il tramonto sono tra gli elementi considerati nella ricostruzione della rapida propagazione del rogo.

Nessun elemento d’innesco trovato durante i controlli

Un altro aspetto riguarda la possibile natura dell’incendio. Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, finora non sarebbero stati trovati oggetti utilizzati per innescare il fuoco. Sulla base degli elementi attualmente disponibili, si tende quindi a escludere l’origine dolosa del rogo. Gli accertamenti proseguono comunque per definire con maggiore precisione le cause e ricostruire l’intera dinamica. Il punto indicato dalle prime testimonianze resta al centro delle verifiche condotte da vigili del fuoco e carabinieri. L’attività svolta sul terreno dovrà consentire di comprendere se l’origine dell’incendio possa essere effettivamente collegata alla zona del palo della luce segnalata durante le prime ricognizioni.

La vicinanza con il Bosco di San Francesco

L’incendio assume particolare rilievo proprio per il luogo nel quale si è verificato. L’oliveto interessato dalle fiamme si trova nelle vicinanze del Bosco di San Francesco, separato dalla zona del rogo dalla strada e dal letto del Tescio. Il bosco rappresenta un’area delicata non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche per il valore simbolico del contesto nel quale è inserito. Il percorso sale infatti verso la Basilica e raggiunge anche l’area del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. La tempestiva azione di spegnimento ha impedito che le fiamme assumessero dimensioni maggiori. L’incendio è stato domato dai vigili del fuoco, mentre il lavoro successivo si concentra ora sulle cause. Gli accertamenti dovranno stabilire definitivamente dove sia iniziato il rogo e quali circostanze ne abbiano determinato la propagazione nell’oliveto di Ponte Santa Croce. Al momento, le verifiche effettuate non avrebbero evidenziato elementi riconducibili a un innesco doloso, mentre resta sotto esame la zona vicina al palo della luce indicata dalle prime testimonianze.

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