La pace di Francesco si basa su quel Crocefisso, ricordatevelo!

La pace di Francesco si basa su quel Crocefisso, ricordatevelo!

La pace di Francesco si basa su quel Crocefisso, ricordatevelo!

di Mauro Loreti
Ho un sussulto dell’anima ogni volta che qualcuno vuole togliere il crocefisso dai luoghi pubblici. Ho letto che si è fatto carico di questa idea un politico ministro della Repubblica. In buona fede, credo, chi lo vuole levare di torno pensa di far fare un passo in avanti al genere umano in nome del rispetto reciproco. Io non penso nulla, so di essere limitato, e la mia vita è così breve, dunque non posso arrogarmi il diritto di pensare qualcosa e credere che sia la cosa giusta.

Mi rimetto alla volontà di Dio, e se egli permette che il crocefisso sia cancellato dalle scuole, io non mi opporrò. Gesù vorrebbe che sia io quel crocefisso, tutti i giorni, e mi comporti come lui si è comportato, stendendo le braccia sulla croce, avendo solo fede il lui.

So che ho perduto in partenza, io non ci riuscirò come ha fatto lui a porgere l’altra guancia, ed è solo per colpa mia se la potenza di Dio, che è amore senza riserve, non si manifesterà.

E’ opportuno però gridare la verità, e questa è la verità, parlando certo a nome di un altro, non testimonio me stesso, ma un altro: il padre San Francesco, sulla cui vita si poggia la storia della nostra città si presentò nel settembre del 1219 davanti al Sultano mussulmano di Egitto Malik al Kamil con il crocefisso in mano.

Egli stesso, l’alter Christi, era pronto a offrire se stesso in olocausto per quel crocefisso (lui e fra

Illuminato furono malmenati a più non posso prima che raggiungessero l’accampamento mussulmano). Pur ammirato dallo stesso Sultano, nel cuore del quale aprì un’ampia breccia di benevolenza e di amicizia, che perdura ancora oggi nei nostri cari fratelli mussulmani, dovette tornare a casa, non riuscendo a portare a termine la precipua impresa che si era proposto: quella di convertirlo alla vera salvezza che viene da Gesù Cristo.

Chissà se i politici di questa città(ci vuole un bel coraggio per presentarsi a fare il politico di una città come Assisi, l’altra Gerusalemme, coraggio che io non ho), gli stessi politici che vedo schierati in prima fila a tutte le manifestazioni religiose, saranno capaci di portare il messaggio di Francesco per il mondo e gridarlo davvero dai tetti, sempre come ci insegna Gesù, ci mancherebbe, non certo io che non valgo nulla? Chissà?

Sì, perché la pace di Francesco si basa su quel crocefisso, forse non ve ne siete mai accorti, certo, siete molto impegnati in cose “più serie”, ma è bene ricordarla la verità.

Togliere il crocefisso dai luoghi pubblici vuol dire misconoscere l’uomo e quello che è l’uomo in verità, …….. no, non lo dico io, neanche questa volta, ma lo dice Gesù di sé stesso per bocca di Pilato: Ecce Homo! Così ha detto, e mi sembra chiaro che non si possa fraintendere: il destino dell’uomo passa per la croce di Cristo, …….., non si può fare a meno di ripeterlo, e non si può fare a meno di guardarla quella croce. Possiamo anche nasconderla, ma ci sarà sempre davanti in ogni uomo che incontriamo.

 

1 Commento

  1. Al di là delle polemiche politiche, nelle quali non voglio entrare, sul Crocifisso sì, Crocifisso no!
    Per quanto mi riguarda, io sono a favore. Non tanto per la fede, seppur credente, ma per la tradizione bimillenaria del nostro Paese, non si può retrocedere sulle nostre tradizioni come il Presepe.
    Dato che, conosco alcuni extracomunitari Mussulmani, oramai integrati, a loro dire, nessuno di loro lo ha mai richiesto. Addirittura la figlia di uno di questi, mi ha raccontato il babbo, lo trova divertente e istruttivo realizzare il presepe.
    Pertanto, son convinto che, il problema non è dei Mussulmani ma nostro.
    Forse, qualcuno di noi, si pone dei falsi problemi, che oso dire, vanno contro i Mussulmani o fedeli di altre Religioni.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Solve : *
16 ⁄ 1 =