Lavoro e Imprese, Assisi non è un’isola felice, nota Pettirossi (PD)

Pro Loco Viole, presentazione dell'opera di Italo Landrini
COMUNE DI ASSISI

(assisioggi.it) ASSISI – Alcuni giorni fa il Sindaco ha annunciato che “Assisi resiste alla crisi”, ma questo è solo uno slogan. I dati relativi al numero di cassaintegrati, alla mortalità delle imprese, al tasso di disoccupazione nel nostro territorio sono purtroppo analoghi a quelli di altri comuni dell’Umbria.

Assisi non è un’isola felice e il mondo economico, commerciale e produttivo soffre anche da noi! Ci sono certamente, a macchia di leopardo, alcune realtà che vanno meglio, ma ce ne sono altre in condizioni molto critiche. Su temi delicati come questo bisognerebbe astenersi dalla propaganda ed evitare di citare cose che non c’entrano nulla col tema e che incidono in misura minima sull’occupazione e sulla competitività delle imprese.

Sarebbe invece necessario mettere in campo strumenti e provvedimenti specifici e mirati. Ne avevamo proposti alcuni, ad esempio la costituzione di un Fondo di garanzia comunale per sostenere l’accesso al credito da parte delle imprese e cofinanziare la cassa integrazione in deroga, ma tanti altri se ne potrebbero attivare: sostegno allo start up d’impresa, cofinanziamento dei contratti di solidarietà per le aziende sotto i 15 dipendenti, differenziazione della tassazione in favore delle attività produttive che assumono, sviluppo di infrastrutture tecnologiche, ecc.

Purtroppo però la maggioranza si è mostrata sempre “sorda” e ha ha sempre respinto, in modo aprioristico, gli emendamenti, gli ordini del giorno, le mozioni della minoranza su questi argomenti. Cambiamo strategia. Se non vogliono ascoltare noi, ascoltino almeno le aziende e i lavoratori del nostro territorio, facendosi dire da loro quali sono i problemi e i bisogni, che evidentemente non conoscono. Perché il Sindaco non convoca un Consiglio comunale aperto sul tema del lavoro, dell’impresa e dello sviluppo economico? Perché non apre un confronto vero e approfondito con le aziende, i lavoratori, le categorie, i sindacati?

Facciamocelo dire da chi è in “prima linea” ogni giorno, da chi sente sulla propria pelle i morsi della crisi, quali misure sarebbe utile mettere in campo per rilanciare lo sviluppo economico del nostro territorio. Con la politica del “va tutto va bene…”, purtroppo, non si va lontano e i problemi rimangono sul tappeto. Non c’è tempo da perdere. Noi siamo pronti a fare la nostra parte.

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