L’obbiettivo prioritario del mercato settimanale di Assisi

Depotenziamento ospedale
Rino Freddii

da Rino Freddii (Consiglio Comunale Assisi)
Non mi sorprende affatto la risposta negativa della Confcommercio assisana alla proposta di cambiare ogni settimana la sede del mercato tra le tre o quattro ritenute valide (Piazza S. Chiara, Via Alessi, Piazza del Comune,…).
Quelle che mi sorprendono sono le motivazioni addotte ed i termini utilizzati, non certo usuali in uno scambio di opinioni tra soggetti che dovrebbero avere a cuore il bene di Assisi, dei residenti, degli ospiti e delle attività che vi operano.

Al di là della preparazione di ognuno sulle “logiche commerciali” credo di poter dire, senza il timore di essere smentito, che, più che il sito del mercato settimanale, a incidere sulla contrazione dei fatturati sia la crisi in atto, la concorrenza, le vendite online, i prodotti proposti e quanto altro ha modificato l’equilibrio tra domanda ed offerta. Così come contesto fermamente l’affermazione che la mia idea (per quanto bizzarra) sia in contrasto con i regolamenti vigenti in quanto per qualsiasi sede venga individuata, l’assegnazione dei posti dovrà tenere conto (e non può essere diversamente) della graduatoria esistente.

Nel mio comunicato della scorsa settimana affermo che rendere itinerante il mercato settimanale (proposta da perfezionare, come qualsiasi altra, dopo una opportuna raccolta dati che aiuti ad inquadrare ed analizzare la problematica) consente di raggiungere, almeno in parte, quello che per me è l’obiettivo prioritario e cioè la rivitalizzazione del centro storico, garantisce una distribuzione più equa per tutti i cittadini e le attività sia dei benefici che dei svantaggi, assicura un numero di presenze aggiuntive alle diverse zone della città ed inoltre non lede gli interessi degli ambulanti, che anzi possono contare ogni volta sulla presenza di nuovi acquirenti. È sulla validità di questi requisiti (e su altri che si possono aggiungere) che sarebbe interessante conoscere l’opinione della Confcommercio, dopodiché sarà più facile individuare la soluzione ottimale, sempre che si salvaguardi l’interesse generale e non quello di parte.

 

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