Padre Enzo Fortunato a Intrecci di Bevagna racconta il fascino di San Francesco

Bevagna. Gran finale e tante sorprese venerdì sera sul palco di Intrecci. Nel corso del sesto e ultimo appuntamento della rassegna culturale, padre Enzo Fortunato, intervistato da Marco Tarquinio direttore dell’Avvenire, ha presentato il suo ultimo libro Vado da Francesco. Duemila presenze per la rassegna di Bevagna, che è stata raccontata dai principali organi di stampa e ha conquistato la scena della cultura e dell’approfondimento di qualità. Ma quello di Intrecci non è un addio, solo un arrivederci.

La rassegna culturale voluta e interamente sostenuta da Claudio Cutuli ha solo salutato momentaneamente Bevagna. Anticipazioni allettanti sul palco del teatro Torti da parte del Direttore artistico Francesco Chiamulera e di Claudio e Maria Grazia Cutuli: “A un anno di distanza dalla sua nascita, intrecci continua a crescere. Ma non c’è due senza tre. E in cantiere per il 2015 ci sono grossi progetti e tante sorprese, che verranno rivelate a breve”, hanno detto gli organizzatori.

In cammino verso Francesco. “Tra i tanti pellegrinaggi religiosi che si fanno nel mondo, quello che porta ad Assisi, e quindi sulle orme di Francesco, viene subito dopo Roma e San Pietro”, ha detto Padre Enzo. “Non solo, la webcam installata da poco ad Assisi nei pressi della tomba del Santo ha fatto registrare 18 milioni di visite online, si tratta del pellegrinaggio virtuale più grande della storia”.

I potenti del mondo da Francesco “Molti governanti del mondo che vengono da Francesco ‘per ricaricarsi le pile’. Nel libro, quando affronto il tema della politica, trascrivo un brano di Francesco: lettera ai potestà. Qui Francesco parla ai potenti: cercate di fare il bene per gli uomini. È un passo questo che sottolinea il grande rischio che chi vive nel mondo della politica si trova a dover combattere e cioè il vivere asserviti a sé stessi, distratti, senza Dio. Tra i tanti uomini di politica internazionale affascinati da Francesco ricordo Gorbachov, venne ad Assisi come pellegrino, in riservatezza estrema. Quando mi parlò, dopo la visita, mi disse convinto: la religione non è l’oppio dei popoli”.

La Terrasanta “Da Francesco sono arrivati anche Simon Peres e Arafat. Io sono convinto che tutti gli incontri che si fanno ad Assisi grazie al fascino di Francesco non sono mai momenti sprecati ma sono attimi preziosi che lasciano qualcosa nel cuore. E lo Spirito Santo credetemi agisce sempre. Ricordo le lacrime di Arafat quando sulla tomba di Francesco gli venne donato un vasetto di terra, mi raccontò che in quel momento il suo pensiero andava al suo popolo ma anche a Israele. Peres invece emozionato mi disse: un giorno noi tutti cammineremo mano nella mano”.

Madre Teresa di Calcutta “La fotografia che i miei occhi scattarono di Madre Teresa nel lontano 1986 è quella a cui tengo di più in assoluto, il mio cuore la custodisce gelosamente. Allora avevo 19 anni, ero appena arrivato ad Assisi. Papa Giovanni Paolo II quel giorno incontrava i grandi leader religiosi del mondo, un tripudio di grandi uomini. Ad un certo punto dell’incontro però ci rendemmo conto tutti che l’attenzione generale si spostò in fondo alla piazza. C’era un gran fermento. Era arrivata Madre Teresa e si era seduta in fondo, proprio all’ultimo posto. Un messaggio chiaro, esplicito, semplice: gli ultimi saranno i primi. Una lezione che non dimenticherò mai”.

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