Perugia, Assisi e Umbria Capitale Italiana della Cultura 2015: un’opportunità di promozione

Claudio Ricci (Sindaco di Assisi), come già sottolineato in altre occasioni, ricorda che la candidatura di Perugia 2019, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria (che ha raggiunto la fase finale dove è stata scelta Matera) sta già portando a risultati molto positivi fra cui il titolo di capitale italiana della cultura 2015 (con Lecce, Cagliari, Siena e Ravenna) e la possibilità di utilizzare risorse (dovrebbero essere almeno 1.2 milioni euro per ciascuna delle città finaliste) anche derivanti del programma “destinazione Italia” (in itinere di gestione da parte del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo). A questo si aggiungeranno le opportunità di presentare i progetti (del dossier di candidatura) anche nel quadro dei prossimi fondi strutturali dell’Unione Europea 2014/2020.

Ritengo, cita Claudio Ricci, doveroso ricordare l’ampio e positivo lavoro svolto dalla fondazione PerugiAssisi (presidente Prof. Bruno Bracalente) che è risuscita a coinvolgere (a partire dai comuni di Perugia e Assisi nonché la Regione Umbria) 202 soggetti istituzionali, economico culturali, economici e associativi.

Un progetto destinato a portare “ampi e copiosi frutti”, nei prossimi anni, in linea con i titoli di “fabbricare luoghi” socio culturali e creativi per “coltivare semi” che, probabilmente, meritavano maggiore attenzione anche da chi (ma è sempre avvenuto così nella storia) da plaudente (quando arrivammo in finale a 6 delle 21 città candidate) è divenuto (dopo la proclamazione di Matera) “maestro” severo.

Certamente la fondazione PerugiAssisi (ridisegnata per gestire la capitale italiana della cultura 2015 e i programmi futuri europei) deve rimanere e tale sarà la proposta del Comune di Assisi.

 

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