Sacro Convento di Assisi, l’Albero di Natale è arrivato dal Cadore

Sacro Convento di Assisi, l’Albero di Natale è arrivato dal Cadore

di Claudia Lucia
Ad un anno dalla devastante tempesta Vaia che ha colpito le Alpi orientali, un albero delle foreste cadorine, danneggiato dalla forza del vento, adornerà il sagrato della Basilica inferiore di San Francesco per tutto il periodo natalizio.

L’albero di Natale, che è in corso di installazione sulla piazza inferiore di Assisi, è un dono della “Regola di Borca“. Si tratta di un grande abete rosso di 14 metri di altezza, proveniente da un bosco vicino al torrente Boite a Villanova di Borca di Cadore. Del trasporto eccezionale se ne è occupata la Regione Veneto che ne ha sostenuto interamente le spese. «Il viaggio del peccio verso Assisi è iniziato martedì a mezzogiorno – riferisce Bortolo Sala, sindaco di Borca – e si è concluso in modo ottimale ieri con l’arrivo del grande albero ad Assisi».


LA REGOLA DI BORCA
Fin dall’età medievale, la comunità di Borca di Cadore si diede una propria forma amministrativa autonoma attraverso la Regola, istituzione tipica dell’area bellunese e cadorina in particolare. La Regola era governata da un marigo eletto nell’assemblea annuale dei capi-famiglia, nella quale venivano eletti in affiancamento al marigo anche i laudatori (consiglieri) e i saltari (guardie dei boschi e, in generale, di polizia locale). La Regola aveva diritto di proprietà sui beni comuni destinati ad utilizzi diversi e in parte concessi alle famiglie che, terminato l’utilizzo, li restituivano. Borca, con le sue frazioni di Taulen, Marceana e Cancìa, costituiva la Regola Grande di Borca, normata da un Laudo (statuto). Esso conteneva la confinazione del territorio, l’elenco delle vizze (boschi vincolati il cui taglio era deliberato dall’assemblea dei regolieri), l’elenco dei fondi posti sub Regola, cioè terreni coltivati, arativi e prativi, che durante la stagione agricola venivano posti sotto tutela perché fossero rispettati da tutti e soprattutto dagli animali. Il Laudo conteneva, inoltre, le norme che disciplinavano le attività approvate dall’assemblea dei regolieri concernenti l’organizzazione civile e religiosa degli abitanti. Dalla Regola dipendevano anche le spese per la costruzione e il mantenimento della chiesa, del campanile, delle campane, del cimitero e quelle per i servizi religiosi. Borca faceva parte del centenaro di San Vito, una delle dieci circoscrizioni giuridico-amministrative formate da più Regole che costituivano la Magnifica Comunità di Cadore. L’istituto amministrativo della Regola sopravvisse in epoca veneziana e successivamente fino all’età contemporanea, tanto che le Regole cadorine, vista la loro importanza funzionale nel mantenere il legame tra uomo e ambiente montano, sono state riconosciute in forma giuridica moderna dal Decreto Legislativo n. 1104 del 3 maggio 1948 che ne ha sancito la personalità giuridica di diritto pubblico. Attualmente le Regole attive, inquadrate come persone giuridiche di diritto privato con finalità pubbliche, sono limitate alla zona del Comelico e se ne contano 51, ufficialmente riconosciute in Regione Veneto.

L’albero di Natale, che sarà illuminato la sera dell’8 dicembre, vuole essere un auspicio di rinascita e rigenerazione per tutti quei territori, colpiti nella notte tra il 29 ed il 30 ottobre 2018 da una violentissima tempesta di Scirocco, tra le più intense, complesse e rovinose da molti anni, con raffiche fino a 200 km/h che hanno raso al suolo vaste porzioni di foresta di conifere e hanno causato l’abbattimento di milioni di metri cubi di legname sulle montagne del Bellunese, del Vicentino e di altre vaste zone del Nord Est italiano.

 

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