Sorrentino, solo insieme vinciamo le crisi del Mondo

ASSISI – Grande partecipazione all’assemblea diocesana che si è chiusa venerdì 5 settembre alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli dopo due giorni di preghiera, approfondimenti e confronti basati sul percorso sinodale che la diocesi ha intrapreso. Ospite della prima giornata il cardinale Walter Kasper che si è soffermato sul tema: “La Chiesa-famiglia e il Vangelo della famiglia”.

Il cardinale ha delineato, attraverso un excursus efficacemente iconico e compendioso l’evoluzione della concezione cristiana e l’essenza del termine famiglia dalla connotazione attribuitale dall’ermeneutica biblica, al progressivo evolversi nel corso degli anni.

“La Chiesa non è un castello con un ponte levatoio e le sentinelle poste all’ingresso – ha detto – ma è una Casa dalle porte aperte a tutti, dove nessuno deve sentirsi escluso e lontano, è il tempio di Dio, il luogo, dove sentirsi in famiglia.

La Chiesa non è un impero, non è un regno terrestre o un principato con una corte, non è uno stato o un sistema amministrativo con una grande burocrazia anonima. La Chiesa è famiglia, dove si vive insieme, si condividono le gioie e i lutti della vita. In virtù della carità e dei diritti universali umani, tutta l’umanità è una famiglia senza distinzioni tra le diversità che abbraccia, principio cristiano che diventa fondamento della solidarietà umana, alla base della cultura moderna. Molta è la sofferenza nelle famiglie che secondo Papa Francesco hanno bisogno di conforto, incoraggiamento e aiuto da parte nostra, perché sono come la Chiesa un ospedale da campo.

Si pensi – ha sottolineato il cardinale – alla questione dei divorziati risposati. Se è vero che elementi cristiani del sacramento del matrimonio anche in quello civile, se vissuto in modo cristiano, sono presenti, bisogna chiedersi come la Chiesa può valorizzarli nella Carità del sacramento eucaristico che la caratterizza che non può chiudere le porte della misericordia. Se l’uomo fallisce, Dio offre al suo “naufragio”, non una seconda nave, ma una zattera, per sopravvivere, un salvagente, il sacramento della penitenza, non un secondo matrimonio ecclesiale dunque, ma un salvagente. Se Dio concede la comunione spirituale a questo naufrago, la Chiesa può chiudere le porte sacramentali? La domanda al Sinodo dei vescovi con il Papa”.

La seconda giornata è stata caratterizzata da diversi momenti: prima la presentazione delle linee pastorali da parte del vescovo monsignor Domenico Sorrentino. Di fronte alle sfide della crisi dei valori, della famiglia e della solidarietà il presule ha evidenziato l’esigenza di camminare insieme per vivere la sfida più bella e avvincente: “vincere il campionato di Dio nella logica dell’unione, nello stile di squadra – ha sottolineato – con lo sguardo contemplativo di chi si pone con la Parola di fronte a Gesù e si lascia illuminare dallo Spirito e dall’Eucaristia”.

[box type=”info” ]Poi la tavola rotonda sul Sinodo per affrontare aspetti critici della liturgia, della caritas, della catechesi e della pastorale santuariale attraverso un dibattito aperto con don Antonio Borgo, padre Francesco De Lazzari, padre Vittorio Viola e don Giovanni Raia. A seguire, la relazione di monsignor Nazzareno Marconi, attuale vescovo di Macerata su: “Il sinodo della speranza: il messaggio dell’Apocalisse”. Conclusione in allegria al Centro di prima accoglienza della Caritas dove gli ospiti della struttura hanno accolto e servito tutti i convenuti per festeggiare insieme i venti anni della struttura.[/box]

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