Travicelli: “Donna, è il nome che faccio perché vittima di violenza”

Non solo oggi, ma tutti i giorni occorre dire basta alla violenza sulle donne

Il 25 novembre è stata scelta dall’Onu come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, su indicazione nel 1981 di un gruppo di donne riunitesi in un consesso femminista a Bogotà, perché fosse ricordata la vicenda delle sorelle Mirabal, tre giovani, assassinate il 25 novembre di oltre mezzo secolo fa perché si erano opposte alla tirannia di un governo brutale come quello di Rafael Leonidas Trujillo, nella Repubblica Dominicana. La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne prende le mosse proprio dal sacrificio di Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa e di Patria Mercedes, uccise mentre andavano a trovare i propri mariti in carcere.

Oggi, 25 novembre, tristemente dobbiamo costatare che nel nostro Paese, dall’inizio dell’anno, sono state tante direi troppe le donne vittime di violenza. Ogni anno le cifre di questo fenomeno sono semplicemente agghiaccianti e non tendono a diminuire, anzi. Oggi, preferisco non usare le solite parole di circostanza che si usano nelle giornate di ricorrenza, qualsiasi esse siano queste ultime, perché rischierei di risultare banale, ma una cosa è certa: La violenza è orrore, sempre e comunque,non voglio fare il nome e il cognome delle tante vittime,ma dire una sola parola,un solo nome per tutte “DONNA”. La violenza sulle donne è un qualcosa di ancora piu vile, osceno, indegno per un essere umano. E questo bisogna ricordarlo non solo il 25 novembre di ogni anno, ma sempre.

Anche in Umbria,anche nella nostra città Assisi,città della Pace e di Francesco vogliamo soffermarci e pensare alle tante,troppe donne che hanno perso la vita per violenze e le molte donne che oggi subiscono con paura,senza chiedere aiuto. Donne uccise ogni giorno, in qualsiasi parte del mondo, donne uccise dai mariti, dai compagni, dai figli. Vogliamo però anche ricordare quelle donne che hanno avuto il coraggio di scappare e denunciare i loro aggressori e la fortuna di aver trovato chi le sapeva ascoltare.

Non credo ci sia bisogno di aggiungere alto. Ma il dolore per ognuna di loro è grande e la paura che  avvolge i nostri cuori immensa, soprattutto per le creature più fragili che ci circondano. Vigiliamo costantemente su ciò che ci circonda, non chiudiamo gli occhi…..

In materia di prevenzione, contrasto e protezione dalla violenza, oramai da anni, abbiamo sottoscritto e ci faremo promotrici della “CONVENZIONE CONTRO LA VIOLENZA”  sulle donne chiediamo un sistema di servizi che:

  •  Si attenga agli standard minimi previsti dal Consiglio d’Europa in materia;
  • Condivida una definizione univoca di violenza contro le donne basata su standard internazionali, con la rete di servizi pubblici e convenzionati a partire dai centri antiviolenza;
  • Promuova la creazione di reti locali competenti tra tutti i settori che sono coinvolti nella prevenzione, nella protezione e nel contrasto alla violenza;
  • Garantisca la presenza omogenea e capillare sul territorio nazionale, dei servizi pubblici e convenzionati, con finanziamenti regolari e continuati nel tempo;
  • Definisca una regolamentazione dei criteri metodologici di accoglienza e protezione delle vittime di violenza con un approccio di genere e laico per tutte e tutti;
  • Riconosca i centri antiviolenza come nodi strategici di ogni politica e come parte integrante dei servizi da offrire sul territorio per accogliere donne vittime di violenza e nel caso i loro figli/e;
  •  Predisponga un meccanismo per cui ogni Regione abbia una sua legge regolarmente finanziata, anche attraverso i Fondi Sociali Europei, che permetta ai Comuni di avere risorse certe per sostenere nei piani di zona i servizi e le politiche locali di prevenzione, sensibilizzazione, protezione e contrasto alla violenza.Cari saluti, Claudia Travicelli    (Capogruppo Democratici e Popolari per Assisi)

 

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