Uffici postali chiusi nelle frazioni, il sindaco a Poste evitare i disagi

 
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Assisi Domani su riapertura integrale uffici postali territoriali

Uffici postali chiusi nelle frazioni, il sindaco a Poste evitare i disagi

Appena le Poste hanno comunicato la decisione di chiudere 7 dei 9 uffici nelle varie frazioni del territorio comunale il sindaco Stefania Proietti ha scritto ai vertici lamentando l’iniquità della scelta per il grave disservizio che si sarebbe arrecato alla popolazione.

Nella missiva il sindaco ha anche proposto l’apertura almeno di un giorno a settimana degli uffici periferici proprio per arginare i disagi che colpiscono tutti i cittadini, in particolare le persone anziane, costretti a muoversi dalla propria abitazione per raggiungere gli uffici postali di Santa Maria degli Angeli o del capoluogo e sottoponendosi ad attese all’esterno degli uffici stessi, esponendosi quindi al rischio di contagio e comunque alla necessità di movimento lontano dalla propria abitazione.

“In una situazione di emergenza sanitaria dovuta al coronavirus e in merito a quelli che sono i servizi essenziali – ha affermato il sindaco – va assolutamente rivisto il piano di apertura degli sportelli, postali ma anche bancari.  Le Poste possono rimodulare il servizio e facendo ruotare il personale tenere aperto almeno un giorno a settimana le filiali delle frazioni invece di tenere solo aperti tutti i giorni le due sedi centrali, a Santa Maria e Largo Properzio (solo al mattino).

È una misura di livello gestionale che abbiamo chiesto ed è fattibile senza interventi del Governo, anzi va nella direzione del rispetto delle direttive ministeriali. Abbiamo monitorato tutti i giorni, a partire dalle restrizioni che Poste ha deciso (senza sentire i Sindaci), la situazione dei nostri uffici dove, pur non verificandosi assembramenti, si creano file con un problema in più quando le condizioni meteorologiche sono avverse.

E in ogni caso si costringono le persone a uscire da casa e spostarsi lontano in un momento in cui invece bisogna non uscire! Penso agli anziani che non possono muoversi in autonomia e devono ricorrere ai familiari o ai figli per raggiungere l’ufficio postale.  È per questo che abbiamo chiesto una azione concreta, riservandoci di ricorrere, in assenza di interventi, alle sedi più opportune, anche legali. Ancor più complessa la questione delle banche, per le quali stiamo sensibilizzando gli istituti bancari della zona”.

“Come è noto, non rientra nelle competenze del Comune la decisione in merito alla gestione delle Poste o delle Banche nell’aprire o chiudere gli sportelli sui territori ma è doveroso – aggiunge in conclusione il primo cittadino di Assisi – da parte del sindaco fare presente l’enorme disservizio che si causa ai cittadini: questo è ciò che abbiamo fatto dal primo momento in cui sono state rese note le restrizioni, anzitutto con una azione congiunta di tutti i Sindaci portata avanti da Anci Umbria, e poi reiterando la richiesta anche con una precisa missiva diretta a Presidente e Amministratore delegato di Poste Italiane.”

 

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