EY Private Roadshow premia l’eccellenza umbra ad Assisi 2026

EY Private Roadshow premia l’eccellenza umbra ad Assisi 2026

Prima tappa di EY Private ad Assisi

Assisi, 1 luglio 2026 – EY, realtà globale dei servizi professionali con una presenza consolidata in Italia, ha inaugurato ad Assisi la prima tappa dell’EY Private Roadshow 2026, come riporta il comunicato di Angela Lombardi, Ey Com.  L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è dedicata alle imprese e alle eccellenze imprenditoriali dei territori. La partenza del tour si è svolta nella cornice di Borgo Antichi Orti, luogo scelto per sottolineare il legame tra il tessuto produttivo umbro e il contesto locale. L’evento ha riunito imprenditori, rappresentanti di EY e stakeholder del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra mondo aziendale e consulenza professionale.

La tappa di Assisi si inserisce in un percorso più ampio che, nel corso del 2026, toccherà altre aree strategiche del Paese. EY Private, la struttura di EY dedicata alle imprese, ha posto al centro dell’appuntamento umbro il tema della trasformazione dei modelli di business. In particolare, sono stati approfonditi il ruolo dell’Intelligenza Artificiale, la gestione del passaggio generazionale e la capacità delle aziende di mantenere competitività in uno scenario economico complesso. L’iniziativa ha voluto dare visibilità alle storie di successo del territorio, premiando imprenditori che hanno saputo coniugare radicamento locale e apertura ai mercati nazionali e internazionali.

Nel corso dell’evento, EY ha presentato i risultati di una propria analisi sul sistema economico italiano, con particolare attenzione alla resilienza delle imprese. I dati della recente indagine EY-SWG mostrano come il 78% delle aziende del Paese abbia affrontato le crisi degli ultimi anni senza subire perdite significative. Questo quadro evidenzia una capacità diffusa di adattamento, anche in presenza di shock esterni e di un contesto caratterizzato da forte incertezza. La tenuta del tessuto imprenditoriale è stata indicata come elemento chiave per la crescita, pur in uno scenario di moderazione dei ritmi di sviluppo. La riflessione proposta da EY ha sottolineato l’importanza di accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione. Innovazione, visione di lungo periodo e competitività sono state individuate come leve essenziali per consolidare la crescita. In questo quadro, il Roadshow 2026 è stato presentato come uno strumento operativo per avvicinare ulteriormente EY ai territori, offrendo supporto concreto alle aziende e valorizzando le esperienze di successo. La tappa di Assisi ha rappresentato quindi un momento di confronto sulle sfide attuali e sulle opportunità future per l’imprenditoria umbra.

Uno dei momenti centrali dell’appuntamento di Assisi è stato la presentazione di un’analisi dedicata all’economia dell’Umbria. Il quadro delineato da EY descrive una regione caratterizzata da una crescita costante ma moderata, in linea con l’andamento nazionale illustrato nell’EY Italian Macroeconomic Bulletin di giugno 2026. La dinamica del Prodotto interno lordo evidenzia una differenziazione tra le due province. Tra il 2025 e il 2027, le stime indicano una crescita reale dell’1,2% per Perugia e dello 0,2% per Terni, a fronte di un valore medio italiano intorno all’1,3%. Questa divergenza non era presente nel periodo precedente alla pandemia, segnalando una regione a due velocità.

L’industria umbra, che genera un valore aggiunto di circa 6,8 miliardi di euro e rappresenta il 25% dell’economia regionale, mostra segnali di debolezza. Il comparto risente in modo particolare degli effetti della crisi energetica, con impatti rilevanti su settori chiave come la metallurgia. Dal lato della domanda interna, emergono rischi di stagnazione dei consumi, frenati dalla debole crescita dei salari reali e dalla compressione del potere d’acquisto delle famiglie. L’export, pari a circa il 21% del PIL regionale, risente della congiuntura europea, alla quale l’Umbria è fortemente esposta.

L’analisi di EY ha evidenziato come le esportazioni umbre, pari a 5,9 miliardi di euro, siano concentrate su alcuni comparti specifici. I beni tessili rappresentano il 21% del totale, mentre i metalli di base incidono per il 19%. La forte dipendenza dai mercati dell’Unione Europea, che assorbono il 58% delle vendite, espone la regione al rallentamento della domanda proveniente dai Paesi dell’UE27. Questo elemento è stato indicato come uno dei principali fattori di freno per le esportazioni regionali, in un contesto internazionale caratterizzato da incertezze e da cicli di domanda non uniformi.

Nonostante le criticità, l’Umbria mantiene asset distintivi di rilievo. La filiera automotive colloca la regione al settimo posto in Italia per incidenza sul valore aggiunto, confermando la presenza di specializzazioni industriali competitive. Il tema dei prezzi rimane centrale. L’inflazione complessiva in Umbria è in linea con il dato nazionale, per il quale EY prevede un tasso al 2,6% nel 2026 e al 2,1% nel 2027. Tuttavia, la componente energetica presenta un livello strutturalmente superiore di circa il 3% rispetto alla media italiana. Questo differenziale incide sui costi di produzione e sulla competitività delle imprese, in particolare nei comparti a maggiore intensità energetica.

Un altro nodo evidenziato dall’analisi riguarda la demografia. L’Umbria condivide con il resto del Paese una struttura demografica che pone interrogativi sulla sostenibilità della crescita futura. Solo il 21% della popolazione tra i 24 e i 49 anni possiede un titolo di studio terziario. Al tempo stesso, gli over 50 superano il 53% dei residenti. Questa combinazione indica una doppia sfida: da un lato la disponibilità di capitale umano altamente qualificato, dall’altro l’invecchiamento della popolazione. Entrambi gli elementi incidono sulla capacità del territorio di sostenere percorsi di innovazione e di attrarre investimenti. Nel corso dell’evento, è stato sottolineato come la presenza di filiere industriali avanzate richieda competenze tecniche e ingegneristiche di alto livello. La valorizzazione del capitale umano è stata indicata come condizione essenziale per mantenere e rafforzare il posizionamento dell’Umbria nei settori ad alta tecnologia. In questo contesto, il supporto di realtà come EY è stato presentato come un fattore abilitante per accompagnare le imprese nei processi di trasformazione organizzativa e tecnologica, anche alla luce delle sfide poste dall’Intelligenza Artificiale e dalla digitalizzazione.

Nel suo intervento, Marco Magnanelli, Partner Audit EY dell’Ufficio di Perugia, ha descritto l’Umbria come un sistema economico solido e resiliente. La regione ha mantenuto una traiettoria stabile negli ultimi anni, pur in un contesto di crescita moderata. Magnanelli ha richiamato l’attenzione sugli asset competitivi distintivi e sulle filiere industriali di eccellenza, con particolare riferimento all’automotive. Questo comparto conferma il ruolo dell’Umbria all’interno del panorama manifatturiero nazionale, contribuendo in modo significativo al valore aggiunto regionale. Allo stesso tempo, è stato ricordato come l’export continui a rappresentare una componente rilevante dell’economia umbra, pari a circa il 21% del PIL, pur mostrando segnali di rallentamento legati al contesto internazionale. EY ha ribadito la propria presenza sul territorio con l’obiettivo di supportare le imprese locali nei percorsi di evoluzione. La valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali è stata indicata come un elemento centrale per generare valore e prospettive di sviluppo per l’intero sistema economico regionale, anche in una fase di trasformazione.

La tappa di Assisi dell’EY Private Roadshow 2026 ha visto la consegna di quattro riconoscimenti a imprenditori umbri che si sono distinti per visione, capacità innovativa e impatto sul territorio. Silvio Pascolini, Amministratore Delegato di ICOM, ha ricevuto il premio Visione strategica. Il riconoscimento è stato attribuito per il contributo allo sviluppo di una storica realtà manifatturiera umbra, accompagnata verso un modello industriale capace di ampliare gli ambiti applicativi e di rafforzare il ruolo del packaging come leva di valore per clienti e territorio.

Matteo Minelli, Amministratore Delegato di ECOSUNTEK, è stato premiato per la Transizione energetica. Il premio ha sottolineato la crescita di una realtà umbra attiva nel settore energetico, sviluppata lungo un modello integrato di filiera. L’azienda ha contribuito alla diffusione delle fonti rinnovabili e alla costruzione di un ecosistema energetico sostenibile e competitivo. Il riconoscimento ha evidenziato l’importanza della transizione energetica come fattore strategico per il territorio e per il sistema produttivo.

Un ulteriore premio è stato assegnato a Beatrice Baldaccini e Leonardo Baldaccini, rispettivamente Group Chief People Officer & VP of the BoD, e Chairman UGI Holding Inc. e Board Member di UMBRAGROUP. La loro realtà ha ricevuto il premio Eccellenza industriale nel mondo. Il riconoscimento ha messo in luce lo sviluppo di un gruppo industriale umbro capace di affermarsi nei mercati internazionali ad alta tecnologia. La valorizzazione delle competenze ingegneristiche e della qualità produttiva ha contribuito a posizionare il territorio nel panorama globale dell’aerospazio, della difesa e dell’ingegneria avanzata.

Il premio Innovazione digitale è stato conferito a Filippo Settimi, CEO di AGRIEURO. La motivazione ha richiamato la trasformazione di un’attività commerciale tradizionale in una piattaforma di e-commerce leader a livello europeo. AGRIEURO ha innovato il settore della distribuzione di macchine e attrezzature per l’agricoltura e il giardinaggio, costruendo un modello integrato che unisce tecnologia, logistica e servizio al cliente. Questo percorso è stato indicato come esempio di come la digitalizzazione possa generare nuove opportunità di crescita per le imprese radicate nei territori.

Il Roadshow di EY Private 2026, realizzato in collaborazione con Julius Baer, proseguirà con altre due tappe in autunno, a Padova e a Reggio Emilia. Il tour coinvolgerà imprenditori locali, istituzioni e associazioni di categoria, con l’obiettivo di valorizzare il tessuto territoriale e l’impegno delle imprese per la crescita economica del Paese. La tappa di Assisi ha rappresentato l’avvio di un percorso che intende mettere al centro le realtà produttive dei territori, evidenziando il contributo delle imprese alla trasformazione dell’economia italiana.

In questo contesto, l’Umbria è stata presentata come un laboratorio di resilienza e di adattamento. La combinazione tra specializzazioni industriali, sfide demografiche, transizione energetica e innovazione digitale offre un quadro complesso ma ricco di potenzialità. Il Roadshow di EY Private si propone di accompagnare le imprese in questo scenario, favorendo il confronto tra esperienze diverse e promuovendo soluzioni orientate alla competitività di lungo periodo.

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