Molte, troppe cose non vanno alla Colussi dice Stefano Pastorelli, Lega

 
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Molte, troppe cose non vanno alla Colussi dice Stefano Pastorelli, Lega

Stefano Pastorelli
Segretario LEGA
Comprensorio Assisano
Molte, troppe cose non vanno alla Colussi di Petrignano di Assisi, dichiara Pastorelli, segretario Comprensoriale della LEGA.
Grossi problemi di sana gestione aziendale uniti a turnazioni selvagge e, per finire, alla mancanza dei premi di produzione hanno determinato lo stato di agitazione.

🔻Così quasi tutte le maestranze sono scese in sciopero per protestare🔻

I bambini delle scuole umbre diventano cavie da laboratorio
Stefano Pastorelli

Così quasi tutte le maestranze sono scese in sciopero per protestare contro questo stato di cose cercando di evidenziare i problemi che l’azienda cerca, al contrario, di minimizzare. La Colussi è una fabbrica storica di grande valore per il nostro territorio e non merita certo la disattenzione che il management dimostra nei confronti dei suoi operai. I quali, dal canto loro, hanno già da tempo dimostrato la loro attenzione verso il datore di lavoro rinunciando ad incentivi ed accettando turni di lavoro senza un minimo di programmazione pur di favorire la produzione in un momento assai delicato per la Colussi.

Dopo aver licenziato sessanta persone lo scorso anno

La quale, dopo aver licenziato sessanta persone lo scorso anno, decide quest’anno di ricorrere ad assunzioni interinali a tempo determinato pur non essendo una industria che produce dolci di Natale e dunque non particolarmente oberata di lavoro in questo momento. Questo atto appare, alla luce di quanto accaduto prima, come una sorta di atto ostile nei confronti delle proprie maestranze.

E che dire poi delle linee di produzione: obsolete e spesso guaste e comunque bisognose di una adeguata manutenzione oggi come oggi assolutamente carente?

I lavoratori della Colussi, dopo aver dimostrato il loro attaccamento all’industria, non chiedono la luna. Al contrario chiedono di poter ottenere migliori condizioni per poter meglio lavorare e quindi produrre.L’Azienda invece si oppone mostrando una assurda rigidità. Non riconoscendo, ad esempio,  il premio di produzione ai propri dipendenti.

Non ritenendo di dover aprire un tavolo di dialogo con chi, da una vita, opera all’interno di questa realtà e ne conosce assai meglio tutte le logiche produttive.

La Lega del Comprensorio Assisano, non rimane insensibile a questa assurda situazione che sta mettendo a rischio molti posti di lavoro (dopo averne già cancellati sessanta) in una realtà già fortemente provata da una lunga crisi economica. Vogliamo pertanto, come è dovere della politica, esprimere il nostro completo appoggio e supporto a tutte quelle persone che oggi stanno lottando per ottenere migliori condizioni di lavoro e soprattutto per salvaguardare il proprio posto di lavoro.
I lavoratori della Colussi possono contare sul nostro sostegno.

 

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