Passare da cultura del no a quella del sì, Vincenzo Briziarelli presidente Confindustria Umbria

Passare da cultura del no a quella del sì, Vincenzo Briziarelli presidente Confindustria Umbria

Passare da cultura del no a quella del sì, Vincenzo Briziarelli presidente Confindustria Umbria

Passare da cultura – Per risolvere “il drammatico problema energetico occorre passare dalla cultura del no a quella del si e per far ripartire l’economia va sciolto il nodo dell’energia con una risposta strutturale”. Questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli, nella relazione che ha aperto la parte pubblica dell’assemblea generale dell’associazione degli industriali umbri al Teatro Lyrick di Assisi.

“In Umbria – ha detto Briziarelli – l’emergenza energetica ha un impatto rilevante sulle attività manifatturiere. Basti pensare che il prezzo delle quote di CO2 è decuplicato. Non è accettabile che una tassa nata per tutelare l’ambiente sia diventata oggetto di speculazione finanziaria pagata dalle imprese”.

Il problema energetico, secondo il presidente di Confindustria, non ha solo carattere congiunturale. “Non dipende da fattori temporanei – ha sostenuto -, quali la guerra, la speculazione, la siccità. Ha una natura strutturale. Deriva dalle scelte che l’Italia ha fatto, e soprattutto non ha fatto, nei decenni passati”.

Pertanto, ha sottolineato il presidente di Confindustria Umbria, il problema drammatico che stiamo vivendo “è figlio della cultura del no”. “No a tutto – ha aggiunto -. No al nucleare. No ai rigassificatori. No alle trivelle. No alla Tap. No alle pale eoliche. No al fotovoltaico. No agli inceneritori.

Sempre e solo No”. Per risolvere quindi il problema energetico, per Briziarelli bisogna cominciare a dire tanti si. “Si alla diversificazione delle forniture – ha affermato -, si ai nuovi rigassificatori, si al rafforzamento della capacità di stoccaggio, si a nuove estrazioni di metano dai nostri fondali, si alle rinnovabili nel mio giardino, si al nucleare di quarta generazione”. “Bisogna poi superare l’ostacolo burocratico ed essere rapidi, perché il tempo a disposizione è poco”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*