Traffico Assisi nel caos, città divisa nei festivi bloccati

Traffico Assisi nel caos, città divisa nei festivi bloccati

Navette deboli e Traffico Assisi spezza accessi e quartieri

Il traffico Assisi è sempre più vicino al punto di rottura, soprattutto nei periodi di alta affluenza legati a feste e ponti. La città, invece di diventare un luogo facilmente raggiungibile e accogliente nei momenti di massimo richiamo turistico, si ritrova stretta in una rete di blocchi, rallentamenti e percorsi obbligati che complicano la vita di chi arriva e, ancora di più, di chi ad Assisi vive e lavora ogni giorno.

Le limitazioni al traffico per i non residenti, introdotte con l’obiettivo dichiarato di spingere sull’uso delle navette, stanno producendo effetti collaterali pesanti sulla viabilità complessiva. Le segnalazioni parlano di code estese, accessi congestionati e tempi di percorrenza che si allungano anche per tragitti brevi. Gli assi principali di ingresso, da viale Giovanna di Savoia a via Madonna dell’Olivo, fino a via Patrono d’Italia e all’area attorno al Teatro Lyrick, risultano spesso ingolfati. In queste zone, il sistema di blocchi e deviazioni finisce per “tagliare” Assisi in due, creando una frattura evidente nella continuità urbana.

Nel quadro del traffico Assisi, pesa in modo decisivo la chiusura del parcheggio Matteotti, indicato a suo tempo come elemento cardine del piano di mobilità. La sua indisponibilità priva la città di un polmone strategico proprio quando l’afflusso di visitatori cresce. Anche se la scelta può avere motivazioni tecniche o di sicurezza, il risultato concreto è un sistema che si inceppa nei giorni di punta, con ripercussioni immediate su chi cerca di raggiungere il centro o rientrare nei quartieri.

Per il gruppo civico Assisi al Centro, il nodo sta nell’impostazione rigida delle misure. Trattare allo stesso modo una giornata ordinaria e una giornata da “tutto esaurito” significa ignorare la realtà dei flussi. In assenza di una gestione flessibile, il traffico Assisi diventa il sintomo di una città che non riesce a modulare i propri strumenti in base all’affluenza. Quando le strade iniziano a bloccarsi, servirebbero correttivi immediati, regia sul campo e capacità di adattamento, non solo ordinanze valide per ogni situazione.

Le navette, individuate come soluzione centrale, sono al centro delle critiche: per funzionare davvero devono essere frequenti, capienti, ben segnalate e coordinate. Senza informazioni chiare, indicazioni leggibili e una programmazione che tenga conto dei picchi, il risultato è che molti automobilisti restano intrappolati fra divieti, parcheggi pieni o chiusi e indicazioni percepite come poco intuitive. L’effetto complessivo è un circuito in cui il traffico si addensa negli stessi punti, scaricando le tensioni su strade e quartieri residenziali.

In questo contesto, residenti e attività economiche si trovano a fare i conti con una quotidianità complicata. C’è chi impiega il doppio del tempo per raggiungere il posto di lavoro, chi rinuncia a spostarsi nelle fasce orarie più critiche e chi vede clienti e fornitori scoraggiati dalle difficoltà di accesso. Assisi, città a forte vocazione turistica, rischia di apparire ospitale solo sulla carta, mentre nella pratica il traffico congestionato diventa il primo ostacolo all’esperienza di visita.

La richiesta che arriva dal territorio è netta: servono scelte più aderenti alla realtà, capaci di tenere insieme accoglienza, sicurezza e vivibilità. Non si tratta solo di contestare un provvedimento, ma di ripensare il modo in cui il traffico Assisi viene governato quando la città si riempie. Una mobilità più intelligente, con strumenti flessibili e una comunicazione chiara, è vista come condizione minima per evitare che Assisi si ritrovi, ancora una volta, divisa e bloccata proprio nei giorni in cui dovrebbe mostrare il suo volto migliore.

1 Commento

  1. Agire sulle cause: dirottare la massa di pellegrini che viene per Acutis in una delle frazioni trasferendo la salma del giovane in una delle numerose chiese sparse in pianura, più facilmente raggiungibili. Si otterrebbe di valorizzare una frazione (Rivotorto, Santa Maria degli Angeli ecc..) e nello stesso tempo di sgravare il centro di Assisi dai gruppi non particolarmente interessati agli aspetti storico culturali della città. La riapertura del parcheggio di Piazza Matteotti sarebbe auspicabile e urgente.

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