Inverno a TREatro, Paoletti, la disfatta del Metastasio

Che fine ha fatto la fantasmagorica “stagione teatrale” del Metastasio

Inverno a TREatro, Paoletti, la disfatta del Metastasio

Inverno a TREatro, Paoletti, la disfatta del Metastasio

da Leonardo Paoletti (Coordinatore Comunale Forza Italia)
Non e sfuggito neanche all’attenta stampa locale, e non poteva essere altrimenti, la disfatta del Teatro Metastasio. Talmente attenta che ha preceduto anche noi dell’opposizione, non per questo rinunciamo a dire la nostra difronte a una tale fallimento. Non possiamo non chiederci che fine ha fatto la fantasmagorica “stagione teatrale” del Metastasio.

Dopo aver assistito alla prima mondiale che ha raccolto, udite udite, ben venti spettatori, pare che i nostri eroi, dell’Amministrazione Comunale, abbiano desistito nel proseguimento del “ricchissimo” (addirittura tre spettacoli) programma teatrale. Siamo nelle mani di veri dilettanti che si stanno spacciando per grandi programmatori e strateghi della cultura e della promozione turistica. Le motivazioni di questo flop affondano le radici in una presunzione mal riposta dell’Ass. Guarducci e di tutta la giunta Proietti.

Al grido; “Adesso vedrete!!!” e stata cacciata la compagnia Leo Amici, con lo spettacolo Chiara di Dio, tanto criticata ma che almeno con costanza e dedizione manteneva sempre aperto il teatro, offrendo anche corsi di ballo per giovani ragazzi anche Assisani, tutto per poi produrre un enorme fiasco.

L’allontanamento della vecchia gestione sarebbe stata forse giustificata se si fosse intervenuti attraverso una riqualificazione strutturale dell’intero edificio, il quale sicuramente necessita di un intervento radicale. Un luogo che per capacità di spazio e ubicazione ha tutte le caratteristiche per divenire un importante punto di riferimento della cultura Assisana.

I metodi di azione di questa amministrazione sembrano essere quelli dell’improvvisazione senza avere una chiara programmazione ed una strategia. Non si tiene conto dalle peculiarità di Assisi, dalle nostre origini dalle nostre profonde radici, e quello che risulta maggiormente grave è la presunzione di fare, di agire, senza l’umiltà di confrontarsi con chi questa città l’ha nel sangue. Perché non coinvolgere le realtà culturali locali?

Anche solo per una collaborazione, perché si chiamano sempre professionalità di fuori del territorio? Siamo assolutamente certi che in Assisi vi sono le persone giuste che hanno tutte le caratteristiche per svolgere i compiti che vengono affidati ad altri, in questo come in altri settori. Assisani forse stiamo assistendo ad un nuovo scacco del Piccinino!!!! E non mi sembra ci sia bisogno di specificare chi svolge la parte del Piccinino in questa rappresentazione teatrale.

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