Arco della Pace rimosso, Francesco Fasulo chiede tutti gli atti

Arco della Pace rimosso, Francesco Fasulo chiede tutti gli atti

Il Forzista accusa la giunta e sollecita massima trasparenza subito

Arco della Pace rimosso – La rimozione del monumento “Marco da Paz”, conosciuto come Arco della Pace, diventa un caso politico ad Assisi. Il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Francesco Fasulo, ha presentato un’istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa allo smantellamento dell’opera, chiedendo che il sindaco Valter Stoppini riferisca quanto prima davanti al Consiglio comunale.

Secondo quanto sostenuto dall’esponente dell’opposizione, la decisione sarebbe stata adottata senza un confronto pubblico e senza fornire spiegazioni preventive alla cittadinanza. La richiesta riguarda tutti gli atti amministrativi, le autorizzazioni, gli eventuali pareri tecnici, i contratti, i costi sostenuti e le responsabilità politiche, amministrative e tecniche connesse alla rimozione del monumento.

Il valore simbolico del Marco da Paz

Nel suo intervento, Francesco Fasulo ricostruisce la storia del Marco da Paz, definendolo un simbolo nato dalla cooperazione internazionale tra Assisi, il Brasile e la Santa Sede. L’opera, realizzata in pietra rosa e bianca da artigiani locali, rappresentava un messaggio di pace attraverso elementi simbolici come la colomba, la campana, l’arco e le piastre dedicate ai continenti.

Secondo il consigliere, il progetto prese forma grazie all’iniziativa di Gaetano Brancati Luigi, sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, con il sostegno dell’Associazione Commerciale di São Paulo, promotrice di un percorso culturale internazionale che coinvolse numerosi Paesi.

L’inaugurazione del monumento avvenne il 13 novembre 2011 nel Parco Regina Margherita. L’organizzazione dell’iniziativa vide impegnata Samanta Lucchetti, insieme a Moreno Lucchetti e Roberto Della Porta Rodiani, indicati come Ambasciatori del Marco da Paz in Europa dall’associazione brasiliana.

Alla cerimonia parteciparono anche rappresentanti istituzionali internazionali, tra cui l’ambasciatore João Bico. Pochi giorni dopo l’inaugurazione, la delegazione venne ricevuta in Udienza Generale da Papa Benedetto XVI, occasione durante la quale fu consegnata una replica del trofeo.

Le contestazioni sull’iter amministrativo

Una parte rilevante delle contestazioni avanzate da Francesco Fasulo riguarda le procedure seguite per la rimozione dell’opera.

Nel documento diffuso alla stampa, il consigliere richiama diversi articoli del Testo Unico degli Enti Locali, sostenendo che il sindaco, quale rappresentante dell’amministrazione comunale, avrebbe dovuto operare nel rispetto dei principi di buona amministrazione, imparzialità e trasparenza.

Fasulo afferma inoltre che la rimozione di un monumento legato a relazioni internazionali avrebbe richiesto un percorso amministrativo chiaro e verificabile. Per questo motivo domanda di conoscere quale atto abbia autorizzato l’intervento, quale dirigente abbia assunto la responsabilità amministrativa e quali uffici abbiano seguito l’intero procedimento.

Le critiche rivolte all’amministrazione comunale

L’esponente di Forza Italia evidenzia anche quella che definisce una contraddizione nell’azione amministrativa.

Da una parte, osserva, il sindaco e la giunta hanno recentemente inaugurato il laghetto riqualificato del Parco Regina Margherita, presentando l’intervento come un’opera di valorizzazione dell’area verde. Dall’altra, nello stesso parco, sarebbe stato rimosso il Marco da Paz senza una comunicazione pubblica preventiva.

Secondo Fasulo, la vicenda merita chiarimenti anche sui criteri adottati dall’amministrazione nella gestione del patrimonio monumentale cittadino, chiedendo di conoscere le motivazioni che hanno portato alla demolizione dell’opera.

Le possibili ricadute nei rapporti internazionali

Nel comunicato, il consigliere sostiene che la vicenda potrebbe avere conseguenze che vanno oltre l’ambito locale.

Secondo quanto riferito, l’Associazione Commerciale di São Paulo e l’Associazione Marco da Paz del Brasile avrebbero già espresso formalmente le proprie proteste per la rimozione del monumento.

Per Fasulo, il Marco da Paz rappresentava uno dei simboli delle relazioni costruite negli anni tra Assisi, il Brasile e la Santa Sede. Per questo motivo ritiene che la decisione possa incidere sull’immagine internazionale della città e sul valore degli impegni assunti dalle precedenti amministrazioni.

Presentata l’istanza di accesso agli atti

Per fare piena luce sulla vicenda, Francesco Fasulo ha formalizzato un’istanza di accesso agli atti ai sensi dell’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali.

La richiesta comprende tutti i documenti amministrativi relativi alla rimozione del Marco da Paz, comprese determine, relazioni tecniche, contratti, documentazione contabile ed eventuali autorizzazioni.

Il consigliere intende inoltre conoscere dove sia stato collocato il monumento dopo lo smantellamento, chi abbia eseguito materialmente l’intervento e quale sia stato il costo sostenuto dall’amministrazione comunale.

La richiesta al sindaco

Nella parte conclusiva del comunicato, Francesco Fasulo chiede al sindaco Valter Stoppini di intervenire in Consiglio comunale per illustrare gli atti adottati, le motivazioni della scelta e le basi giuridiche che hanno portato alla rimozione del Marco da Paz.

Il capogruppo di Forza Italia sollecita inoltre una risposta nei tempi previsti dalla normativa all’istanza di accesso agli atti appena depositata. Nel comunicato viene infine annunciata l’intenzione di proseguire l’iniziativa nelle sedi istituzionali ritenute competenti qualora non arrivino i chiarimenti richiesti sulla vicenda.

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