Assisi, il paradosso dell’impianto sportivo degli Ulivi

 
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Assisi, il paradosso dell’impianto sportivo degli Ulivi

Da parte di Francesco Mignani, ex assessore alla scuola e allo sport del comune di Assisi e di Giovanna Sensi imprenditrice di Assisi

Affrontare il tema dello stato in cui versa il Complesso Sportivo degli Ulivi, sembra del tutto paradossale. Paradossale è ciò che potrebbe essere aperto ed invece rimane chiuso e ciò che è chiuso lo è per sempre senza una speranza. Chiariamo meglio. Vi erano state delle promesse elettorali importanti da parte di questa amministrazione, puntualmente disattese. Sembrava chiaro che la riqualificazione dell’impiantistica sportiva, in questi cinque anni, avrebbe potuto rappresentare un elemento importante per restituire ai cittadini, in questi tempi pandemici, dei servizi fondamentali per il benessere della persona, per la socialità, ma anche come servizio per la ricettività turistica.

Si è notato immediatamente l’assenza di una visione strategica, da parte degli amministratori, nel programmare/realizzare i lavori e nella riorganizzazione ingegneristica concepita in modo sistemico che tenesse conto, da qui al prossimo futuro, del ruolo fondamentale che lo sport assume per la collettività. Ci viene spontaneo chiedere perché non si è provveduto in questi anni e durante il lockdown, alla riqualificazione delle strutture, creando inoltre una serie di eventi a supporto dell’attività motoria e del tempo libero. Risulta evidente per noi, l’ulteriore dimostrazione di inefficienza da parte dell’amministrazione e dell’assessore incaricato allo sport.

Questo è ciò che sta succedendo presso il Complesso Sportivo degli Ulivi dove oltre la piscina, troviamo chiuso anche il tennis. Se mettiamo insieme il fatto che anche il campo di calcio non è stato mai praticabile al semplice cittadino, né alle scuole come sarebbe logico, siamo al completo. Si inaugurano nuovi spazi e si dimenticano i vecchi che vanno in rovina. Assurdo. Osserviamo infatti che in piena stagione primaverile, il Tennis è chiuso e non ci sono informazioni neanche sulla praticabilità, almeno perimetrale (ex pista di atletica), del campo sportivo. Inutile dunque cercare nel portale del comune, perché alla faccia della digitalizzazione, non c’è riferimento alcuno in termini di possibilità di prenotazione.

Quindi niente piscina , niente tennis, niente corsetta allo stadio. Tutto completamente inutilizzabile. Stendendo un velo pietoso sul presente della piscina, non possiamo evitare di farlo sui due impianti citati che un attento amministratore avrebbe dovuto rendere da tempo accessibili, idonei, attrezzati e sicuri, con interventi economicamente e facilmente realizzabili. Paradossalmente sul cancello del tennis chiuso a catena, è apposto un inconsueto cartello, di non facile lettura dal quale risulta che su può prenotare solo dalle 14 alle 20. Tutto ciò sarebbe meraviglioso se se la struttura fosse aperta, se nei due campi esistesse una rete, se uno dei due fosse tracciato, se gli spogliatoi fossero agibili e puliti e le condizioni generali tutt’intorno fossero adeguate ad un luogo predisposto ad ospitare famiglie con bambini, ragazzi ed anziani.

Erba alta, arbusti, residuati di vecchie potature, cumuli di sacchi di spazzatura e calcinacci, tronchi di albero sparsi e impiantistica da terzo mondo costituiscono la pessima rappresentazione di uno spazio sportivo un tempo gradevole e giovane che ha sempre rappresentato uno dei migliori luoghi di riferimento estivi per generazioni di assisani. Consiglio di fare visita per credere. Ora che con una convenzione il complesso stadio/tennis è stato assegnato ad una società sportiva del territorio, siamo qui a chiederci quali siano i presupposti di questo affidamento. Gradiremmo avere infatti una risposta alle seguenti questioni: se gli impianti sono a norma di sicurezza, il motivo del loro degrado, quando saranno riqualificati e resi disponibili per l’intera giornata, chi ha la responsabilità di tutto questo, quali sono i programmi dell’amministrazione in termini di ricaduta sociale e sportiva sui cittadini con questo contratto.

Nulla di personale nei confronti della nuova associazione; sono sempre le organizzazioni sportive e i loro volontari a rappresentare la colonna portante del settore, rimaniamo però sconcertati dalla superficialità e mancanza di una prospettiva futura e di controllo da parte dei nostri amministratori. Esiste un regolamento per la gestione e la cura condivisa dei beni comuni urbani; questo prevede la possibilità per le associazioni e i privati di porre in essere azioni di salvaguardia e rigenerazione condivise con l’amministrazione. Osserviamo, nel caso del tennis e del campo di calcio che il regolamento in questione poteva costituire un valido strumento per consentirne l’utilizzo, ma non è stato minimamente preso in considerazione.

In questo periodo l’esigenza di impianti per fare sport all’aria aperta non è cosa marginale; è il caso di sottolineare dunque l’assenza di una sensibilità da parte del governo della città sulle questioni legate alla salute, all’attività fisica e al tempo libero, senza contare che non vi è traccia neanche dei tanti percorsi ciclo/pedonabili promessi. Abbandonata l’idea di tuffarci in piscina, vista la preclusione del tennis e della possibilità di fare jogging presso lo stadio, riteniamo fondamentale, in futuro, nella prospettiva di un nuovo governo per la città, di promuovere azioni che consentano la riqualificazione degli impianti, per permettere finalmente ai cittadini di goderne il pieno utilizzo.

da Giovanna Sensi e Francesco Mignani Gruppo Lega-Assisi

2 Commenti

  1. C’è poco da dire: ha ragione Francesco Mignani!
    Il Centro Sportivo era “fiore all’occhiello” del Comune di Assisi…ora è un fiore appassito!!!

  2. Francesco, Giovanna, cosa dire?
    Storia vecchia, L’apatia e l’indifferenza assisana é nota, ora più che mai messa in evidenza dalla PAURA instillata in ognuno di noi da questa situazione sanitaria inverosimile.
    Si sono aperti i giochi elettorali e ogni parola, azione più che mai pesa ora.
    I problemi di Assisi, dell’Umbria e mi permetto dell’Italia, ma sopratutto di noi italiani, sono ben altri e soprattutto economici…quindi condividendo pienamente le vostre osservazioni credo, purtroppo, che rimarranno lettera morta.
    D’altra parte con 400 famiglie di residenti nel centro storico a chi vuoi che interessi se gli impianti sportivi di cui Assisi “era” dotata” sono inagibili?
    (Parliamo a dir bene di 1.000 voti)

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