Concorso Comune di Assisi e polemiche sulle illegittimità

Concorso Comune di Assisi e polemiche sulle illegittimità

Nuove denunce dell’opposizione sulla dirigenza ad Assisi

La denuncia dei consiglieri di opposizione

La selezione pubblica per la copertura di un posto da dirigente tecnico presso l’amministrazione comunale entra nella sua fase decisiva, ma le polemiche politiche e giudiziarie non accennano a placarsi. I rappresentanti della minoranza consiliare, Eolo Cicogna e Giancarlo Cavallucci, hanno ricostruito pubblicamente l’intera vicenda a pochi giorni dalle prove scritte. Gli esponenti dell’opposizione hanno evidenziato una serie di anomalie che l’esecutivo guidato dal sindaco Valter Stoppini avrebbe ignorato nel corso dei mesi, nonostante la presentazione di formali interrogazioni e la trasmissione di un esposto alla magistratura contabile.

I profili di illegittimità del bando originario

La controversia ha avuto inizio nell’autunno dello scorso anno, precisamente con l’atto dirigenziale emesso a metà ottobre. Il provvedimento in questione prevedeva una procedura interamente riservata al personale già in servizio all’interno dell’ente. Secondo la ricostruzione dei due consiglieri, tale impostazione si pone in aperto contrasto con le disposizioni legislative nazionali vigenti, le quali consentono quote di riserva ma vietano l’esclusione totale dei candidati esterni nei concorsi per un singolo posto. La giurisprudenza in materia appare consolidata e stabilisce che l’accesso all’impiego pubblico debba garantire il principio di uguaglianza per tutti i cittadini. La minoranza ha inoltre ricordato come i chiarimenti forniti dal primo cittadino, basati sulla promessa di future selezioni per esterni, non trovino riscontro nelle tesi della giurisprudenza costituzionale.

L’intervento della Corte dei Conti e la commissione

A causa del mancato recepimento delle contestazioni da parte della giunta, i rappresentanti della lista civica hanno depositato un dettagliato esposto presso la Procura regionale della Corte dei Conti per l’Umbria alla fine di novembre. Il documento ipotizza un potenziale danno erariale legato alle spese di gestione di una procedura considerata viziata. Successivamente, le critiche si sono concentrate sulla nomina della commissione esaminatrice. Il regolamento dell’ente stabilisce che la presidenza spetti al segretario generale o a un dirigente interno, mentre l’amministrazione ha optato per un professionista esterno. Dopo le dimissioni del primo presidente per incompatibilità, l’incarico è stato affidato a un docente universitario, ma la minoranza sottolinea come il vizio regolamentare di fondo permanga.

La dilatazione dei tempi e i contratti dirigenziali

I calendari ufficiali delle prove prevedono lo svolgimento degli scritti a fine giugno e la sessione orale all’inizio di settembre, determinando una durata complessiva dell’iter vicina all’anno. Questa tempistica prolungata si incrocia, secondo l’opposizione, con la gestione degli incarichi provvisori nel settore tecnico. Le tesi dei consiglieri evidenziano una correlazione tra il ritardo del concorso e il rinnovo dei contratti a termine per le figure apicali già in servizio. I rappresentanti della minoranza hanno ribadito la volontà di fare piena chiarezza sulla trasparenza amministrativa dell’ente, chiedendo conto delle decisioni assunte dall’esecutivo locale di fronte alla cittadinanza e agli organi di controllo competenti.

1 Commento

  1. Ancora attacchi al personale da parte dell’opposizione.Che tristezza quando la politica non riesce a “partorire” altro…quando non ci si confronta sulle scelte…quando non ci sono idee e progetti da proporre per il bene comune…se è stata fatta una delibera sicuramente il nostro segretario comunale ne avrà verificato la legittimità ed il fatto che la Procura da novembre non abbia avuto nulla da obiettare (od almeno non se ne hanno notizie) dimostra che tutto è stato fatto come la normativa prevede. Questo accanimento nei confronti di una persona che probabilmente fa il suo dovere, sicuramente avrà dimostrato la sua capacità, solo perché partecipa (come è suo diritto) ad un concorso e’ dimostrazione di grande difficoltà politica nel fare proposte e di confrontarsi a livelli più alti.

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