Creazione di un grande centro multimediale insieme all’Ateneo

Abbiamo puntato sulla commercializzazione abbandonando l'artigianato

 
Chiama o scrivi in redazione


Creazione di un grande centro multimediale insieme all'Ateneo
Graziella Paparelli

Creazione di un grande centro multimediale insieme all’Ateneo

di Graziella Paparelli
Caro Ciotti, nonostante la tua lunga militanza politica, anche tu sei ancora alla ricerca di soluzioni per Assisi. Ti lancio una idea: e Faccio appello a chi ci governa. La creazione di un grande centro multimediale in collaborazione Universita’ e Comune destinato ai giovani nella struttura ex ICAP (come sai a me molto cara).

Diversificazione reddito cittadinanza destinato a giovani con volontà di apprendimento ,collegato alle botteghe artigiane defiscalizzando gli oneri sociali con tirocini pratici. Recupero attività artistiche in estinzione (nostro patrimonio culturale.) Multimediale, corsi teorici utilizzando le migliori energie culturali Umbre. Ferro battuto, Vetrate artistiche, punto francescano,  restauro mobile antico, ceramica di Assisi, vimini, cucina popolare piatti tipici umbri, costumi dal medioevo, tessitura, balestrieri, strumenti musicali, intarsiatori, storia pittura dal medioevo artisti umbri secondari (belle arti).

Decoratori Mettere in piedi un folto gruppo di giovani che stazionano nel comune significa anche ridare fiato alle piccole attività di recezione. Poter produrre oggetti tipici per distribuirli ai negozi Assisani, significa valorizzare il nostro prodotto non made in Cina e/ o Corea.

Certo sono importanti anche le manifestazioni che portano Assisi alla ribalta ma solo per i social, e’ anche vero che sono importanti I rappresentanti della pace, purché’ sia volontariato ,di carrozzoni in Umbria ne abbiamo creati tanti, per poter sistemare I vari trombati dalla politica.

Noi dobbiamo pensare a come ridisegnare un progetto scollegato dalle vecchie logiche . Purtroppo nel corso degli anni abbiamo assistito ad una moria di attività economiche a causa della crisi ma anche alla pia illusione del facile guadagno rincorrendo paesi terzi con manodopera a basso costo.

Vedi il tessile abbigliamento. Le nostre maestranze sono finite in pensione con scivolamenti e lunghe CIG. Noi abbiamo distrutto un patrimonio di conoscenza costata anni ed anni di apprendistato, negli anni 70-80- I migliori stilisti venivano in Umbria perché la qualità’ era indiscutibile.

Abbiamo puntato sulla commercializzazione abbandonando l’artigianato. Quanto alla politica ambientalista occorre fare meno demagogia ed evitare inutili simposi che portano ad alcuni, dei risultati economici ma non risolvono il problema. Concludo apprezzando il lavoro che la Regione sta portando avanti sulle filiere in agricoltura che puntano alla valorizzazione alla qualità dei nostri prodotti, perché una piccola Regione come la nostra non avra’ lunga vita se punta sulla quantità. Graziella Paparelli.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*