Imposta di soggiorno, Fabrizio Leggio, M5s, critico su come vengono spesi i soldi

Imposta di soggiorno, Fabrizio Leggio, M5s, critico su come vengono spesi i soldi

Imposta di soggiorno, Fabrizio Leggio, M5s, critico su come vengono spesi i soldi

Grazie all’introduzione della imposta di soggiorno, in vigore dal 1 gennaio 2018, e allo sblocco per i comuni degli avanzi di bilancio, messo in campo dall’attuale governo nazionale, sono piovuti e stanno piovendo sulla amministrazione Proietti un mare di soldi, come mai negli anni scorsi.
Ma come li stiamo spendendo questi soldi ?

Stiamo seguendo una qualche logica che possa creare una crescita strutturale del sistema Assisi?
Non direi proprio.

Anzi, siamo tornati alle logiche clientelari di un tempo, quelle che all’inizio di questa esperienza amministrativa si era dichiarato di voler cambiare: distribuzione a pioggia di risorse in modo da far contenti un po’ tutti ed avere un domani l’agognato ritorno elettorale.

Il tutto condito dai consueti ritardi di comunicazione e dalle congenite carenze di promozione, tali da rendere inefficace qualsivoglia intervento.
Per cui accade che si spendono 192.000 (diconsi centonovantaduemila!!! ) euro per il Natale ad Assisi, 46mila dei quali solo alla Proloco di Assisi, senza mettere adeguate risorse nella comunicazione e presentando il programma a fine novembre, quando il mercato delle prenotazioni natalizie è già in fermento da 2 mesi e tutte le mete turistiche concorrenti si stanno pubblicizzando da tempo.

E di situazioni di questo tipo è costellato l’anno appena trascorso:

dai tanto discussi 400mila euro di Universo Assisi passando per i 75mila del Festival dei Cammini, i 40mila di TraMe Noir Festival, i 32mila del Festival dei Droni, i 33mila dati a UmbriaSi ( ? ) per sostenere la fiction “Che Dio ci aiuti”, i 30mila euro del FoodTruck Festival, dai 32mila del Bike Festival fino ai 192mila del Natale.
Tutti eventi che hanno un unico comun denominatore: promozione scadente e ritorno economico in termini di presenze turistiche nullo.

Un fiume di denaro gettato al vento al quale aggiungere ulteriori contributi distribuiti a pioggia alle varie Proloco, non sempre correlati ad un qualche evento riconoscibile. Un esempio su tutti gli ulteriori 15mila euro alla Proloco di Assisi per l’organizzazione di non meglio specificate attività ed eventi rivolti alla promozione della cultura del territorio.

Poi le tante adesioni ad associazioni, patti, protocolli inutili e mai applicati: dall’ICLEI ( International Council for Local Environment Initiative ) al contributo al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani.

Gesti di facciata ai quali non si fa mai seguire una qualche attività concreta, se non il comunicato stampa nel quale sfoggiare una fotografia sorridente.
Insomma, se questa deve essere la maniera di gestire tutto questo denaro, molto probabilmente aveva ragione Bartolini, era meglio utilizzare queste risorse per ridurre la Tari, gli operatori turistici ne avrebbero tratto certamente un maggior vantaggio.

 

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