Leggio, comune di Assisi fa pubblicità a cenone San Silvestro Pro Loco

Leggio, comune di Assisi fa pubblicità a cenone San Silvestro Pro Loco

Leggio, comune di Assisi fa pubblicità a cenone San Silvestro Pro Loco

da Fabrizio Leggio, Movimento 5 Stelle
Di come questa amministrazione elargisca contributi a pioggia alle Proloco abbiamo già detto. Una politica distributiva delle risorse con il solo scopo di guadagnare consenso ed ottenere la rielezione. Queste risorse provengono principalmente dall’imposta di soggiorno che gli operatori turistici sono obbligati a riscuotere e a versare mensilmente al comune, non senza disagi e impiego di tempo e manodopera.

Ora, il comune investe parte di queste risorse anche nella promozione del Natale, stampando e distribuendo un libricino con il programma degli eventi, e cosa si inventa?

Fa la pubblicità al cenone di San Silvestro della Proloco ( che volpi !!!), in barba ai tanti ristoratori che organizzano il cenone, pagano fior di tasse, mantengono posti di lavoro, ecc.

Ma è mai possibile una cosa del genere ?!

Le Proloco, che prendono continue sovvenzioni pubbliche, ottengono pubblicità sul programma ufficiale delle feste alla loro attività imprenditoriale che fa una concorrenza sleale ai tanti operatori turistici che, tra l’altro, sono quelli che devono sobbarcarsi l’onere di finanziare questa giostra.
Roba da matti !
Fin quando tollereremo questa vergogna?

 

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11 Commenti

  1. Alleluia!!! Si sente l’opposizione. Sono stati trattati, in questa sede, decine di temi ma di voi politici all’opposizione nemmeno l’ ombra . Che strano . Oh! Intendiamoci sono d’accordo con leggio.

  2. Fino a quando tollereremo questa vergogna? Fino a quando l’opposizione non farà opposizione vera..concreta..non ambigua come fa invece qualcuno. Praticamente siete spariti. Il consiglio comunale è un organo che andrebbe ” ripensato” se non totalmente abolito. Sia per la maggioranza che per l’opposizione. Quest’ultima non ha nessun potere nei confronti di chi amministra se non fare segnalazioni agli organi competenti se mai se ne ravvisino gli estremi…Invece i consiglieri di maggioranza stanno lì a ” certificare” l’azione amministrativa della giunta senza nessuna possibilità di incidere sulle scelte e sulle decisioni già prese. Questa è la verità!!! Il resto sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Pensate quanti soldi potremmo risparmiare abolendo i vari consigli comunali..provinciali…regionali.. Elezione diretta dei sindaci e dei governatori delle regioni e dei componenti delle varie giunte con eventuali competenze stabilite prima delle elezioni sulla base della propria professionalità. Cinque anni di governo e poi i cittadini giudicheranno l’operato. Così facendo si farebbe preventivamente una bella selezione di chi potrebbe amministrare la cosa pubblica con tanto di responsabilità personale a livello amministrativo e penale. Sono convinto che in pochi intraprenderebbero la ” carriera politica”….. solo chi è veramente preparato…capace ed attento a non sperperare denaro pubblico.

    • Con il suo progetto: “Il consiglio comunale è un organo che andrebbe ” ripensato” se non totalmente abolito. Sia per la maggioranza che per l’opposizione.”, non ci sarebbero più problemi, né maggioranza e né opposizione, uno solo al comando e ripristino di vecchie forme autoritarie, mancano solo purga e olio di ricino.

  3. Caro mah si rilegga il mio commento…ho parlato di elezione del sindaco..del governatore e relative giunte…quindi elezioni democratiche. Non mi risulta che nel periodo dell’olio di ricino ci fossero libere elezioni. Ma forse a quelli come lei piace il caos attuale dove non c’è mai un responsabile quando si sbaglia e dei dilettanti della politica si permettono di sperperare denaro pubblico. E stia un pochino più attento ad utilizzare termini che sicuramente evocano tristi ricordi ma che sicuramente non mi appartengono.

  4. Tutti i cittadini, ma soprattutto coloro che hanno nei vari ambiti responsabilità politiche, dovrebbero imparare a leggere le norme che regolano la vita amministrativa, altrimenti il libero arbitrio la fa da padrone e ne consegue un’informazione tendenziosa. Basta cercare su internet prima di sentenziare.
    “”Tra le associazioni che svolgono attività turistiche di cui all’art. 5, d. lgs. n. 117/17 che possono assumere la configurazione giuridica di associazioni di promozione sociale rientrano a pieno titolo, le associazioni “pro loco”. Esse rivestono una importanza specifica e particolare nel panorama dei soggetti operanti nel settore della promozione turistica, in quanto, per unanime ammissione, queste associazioni assolvono alle seguenti funzioni:
    1) educativo-formativa per la creazione di una vera coscienza civica, di una vera coscienza turistica;
    2) sensibilizzazione capillare ai problemi del turismo mediante la creazione, il potenziamento, la qualificazione della ricettività, la difesa del patrimonio storico, culturale, folkloristico, religioso, nonché mediante la tutela del nostro patrimonio naturale e paesaggistico.
    Tuttavia, il più importante ruolo svolto dalle associazioni pro loco è quello esercitato sul piano promozionale. Tali organizzazioni rappresentano infatti il primo nucleo di incentivazione turistica di base che, per essere a continuo diretto contatto con la realtà locale, sono certamente le prime a recepirne le istanze, ad interpretarne le esigenze e le future prospettazioni. La promozione del turismo consiste essenzialmente nel mettere in piedi iniziative in grado di incrementare il movimento dei turisti, attraverso una qualificazione dell’offerta turistica. Fornire servizi di informazione e di assistenza ai turisti; valorizzare le risorse turistiche disponibili attraverso opportune forme di propaganda e pubblicità; realizzare progetti, manifestazioni e congressi di interesse turistico; diffondere opuscoli, guide per la conoscenza delle località turistiche ed altre iniziative ancora, costituiscono alcuni esempi di attività promozionale.
    Si può definire la Pro-Loco come un’associazione territoriale di volontariato, di interesse pubblico, democratica ed apartitica, senza scopo di lucro, volta alla promozione ed alla tutela delle località su cui insiste, Comune o frazione, sia per conservare e valorizzare le risorse ambientali e culturali, sia per migliorarne le caratteristiche e le condizioni per lo sviluppo turistico e sociale.
    Nella maggioranza dei casi, la Pro Loco scaturisce dalla necessità di cittadini ed operatori turistici di avere a disposizione un valido strumento per tutelare e migliorare la qualità della vita nella propria località. Difendere il patrimonio culturale, ambientale e storico del paese e promuoverne la conoscenza diventano così gli scopi principali dei soci che, in questo modo, innescano un meccanismo di potenziamento delle attività legate al turismo. La Pro Loco svolge pertanto un’importante opera di promozione del territorio ed in particolare di quei luoghi cosiddetti “minori”, lontani dai circuiti turistici dominanti, estraendone gli aspetti più originali e caratterizzanti. Il “lavoro” effettuato a favore del luogo ha quindi un doppio benefico effetto, perché le iniziative per migliorare la città e la vita dei cittadini sono anche quelle che creano le basi indispensabili per un turismo di qualità.
    In relazione ai finanziamenti che un comune può erogare a favore delle associazioni pro loco, la Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Liguria, con deliberazione n. 83 del 5 ottobre 2017, ha stabilito che non rientrano nelle spese di rappresentanza degli enti locali, ma costituiscono sussidi che concorrono allo svolgimento di attività ritenute utili per la cittadinanza e riconducibili alle finalità istituzionali del comune. La Sezione di controllo collega tali finanziamenti alla realizzazione di “forme di esercizio mediato delle funzioni amministrative che dovrebbero essere anzi favorite in base al principio di sussidiarietà “orizzontale” enunciato dall’ultimo comma dell’art. 118 della Costituzione.”
    Alla luce del principio sopra enunciato, pertanto, gli enti locali possono deliberare contributi a favore di tali soggetti terzi in relazione alle iniziative ritenute utili per la comunità amministrata senza trovare impedimento o limiti a tale facoltà nelle disposizioni sopra richiamate, sia pur nel rispetto in concreto dei principi che regolano il legittimo e corretto svolgimento delle proprie potestà discrezionali. Nell’erogazione di tali somme, gli enti locali trovano un limite nella disciplina contenuta nell’art. 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 in cui è previsto che “La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi.”
    Quella legittimata dalla deliberazione in oggetto rappresenta una forma importante di supporto da parte degli enti locali a favore dell’associazionismo locale, attese le finalità di interesse generale che quest’ultimo persegue.””

    Se non vi è chiaro, cercate, c’é molto altro, io mi fermo qui.

  5. Quanta fatica (e ricerca) per dirci che dell’iniziativa privata non ve ne frega ‘na mazza!
    P.S. sarebbe interessante conoscere quali sono le attività: educativo-formative, difensive del patrimonio culturale, ambientale, storico, turistico ecc. ecc. ecc. ecc. che la Pro loco di Assisi ha svolto in questi anni. Così tanto per chiarire. Né?

  6. Caro camillo questi vendono fumo!!! È una vita che lo scrivo…chiacchiere solo chiacchiere…sono anche stanco di perderci tempo

  7. È vero, comincia ad essere snervante ritrovarsi soli e inascoltati. Consiglio la canzone di Gino Paoli, “Quattro amici al bar”. Buone feste

  8. Caro mah le persone intelligenti e di spessore amano spesso la solitudine che a volte è di grande compagnia. Solo gli sciocchi la riempono con chiunque capiti. Se non ha capito il senso mi riscriva che provo a spiegarglielo con parole più semplici.

  9. Le pro loco dovrebbero essere di aiuto al luogo, ma attualmente sono diventate le stampelle dell’amministrazione, e rappresentano solo se stesse o gli interessi di qualche consigliere, con un presidente regionale che non solo non controlla, ma non ha mai organizzato un dibattito sull’ambiente e sui beni culturali specie dei centri minori.

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