Orgoglio umbro contro il Governo, la rabbia di Forza Nuova Umbria

 
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Orgoglio umbro contro il Governo, la rabbia di Forza Nuova Umbria

Orgoglio umbro contro il Governo, la rabbia di Forza Nuova Umbria

L’altra sera durante la trasmissione televisiva “Dritto e Rovescio “ abbiamo ammirato imprenditrici  e ristoratori di Assisi “asfaltare” mediaticamente l’ex ministro Lorenzin. In modo chiaro ed inequivocabile sono state esposte tutte le mancanze del governo più anti-nazionale della storia d’Italia. Grazie alle folli chiusure decise dal governo, accettate supinamente e quindi colpevolmente dalla giunta regionale di centro-destra, intere categorie sociali si trovano sul lastrico.

Partite Iva, lavoratori autonomi, proprietari di ristoranti, bar e palestre rischiano di veder distrutto il lavoro ed i sacrifici di una vita. In particolar modo città come Assisi che vivono quasi esclusivamente di turismo, possono incorrere in  una desertificazione sociale non più reversibile.

L’Umbria è sull’ orlo del baratro economico. Mancanza di programmazione, pressapochismo e dilettantismo elevato all’ ennesima potenza fanno sì che secondo questa armata Brancaleone, che risponde al nome di classe politica nazionale e regionale,  si indichi nel settore del bere, del mangiare e dello sport i diffusori del contagio per Covid.
Ci chiediamo, ad esempio, a cosa sia servito chiedere ai ristoratori di dimezzare i clienti nei locali, distanziare i tavoli, provvedere alla sanificazione, prendere nomi e cognomi dei clienti per poi non farli lavorare, questa non è prevenzione, è schizofrenia vera e propria.

Come Forza Nuova chiediamo, preso atto anche della contrarietà del CTS alla chiusura delle attività, che le imprese non abbiano più limiti orari e siano aperte come lo sono state fino all’Ottobre scorso.

Inoltre è necessario un’anno bianco per le tasse nazionali e comunali e il ripristino della libertà di spostamento fra regioni. Le partite IVA umbre hanno dimostrato di avere bisogno della dignità del lavoro e non di rare ed infime mancette con cui non si riesce né a sopravvivere né a pagare tasse ed affitti.

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