Pastorelli, le solite nozze con i funghi, questa è l’estate di Assisi

 
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Stefano Pastorelli, a “gamba tesa” su Tosap e Tari ad Assisi

Pastorelli, le solite nozze con i funghi, questa è l’estate di Assisi

L’estate dopo il lock down è finalmente arrivata. Il confinamento è ormai solo un ricordo e tutti sembrano proiettati alla ricerca di un ritorno alla vita normale di tutti i giorni pur nelle enormi difficoltà che il coronavirus ci ha lasciate. Dopo i lunghi mesi di prigionia ognuno ha voglia di tornare a lavorare e dopo uscire, incontrarsi, fare e vedere cose. Si fanno programmi per l’estate.

Solo la Sindaca e la sua ineffabile compagine di governo sembrano non essere contagiati da questa voglia. Loro il programmino per l’estate , per la verità,  lo hanno fatto ma se andiamo a leggerlo bene ci rendiamo conto che si sono applicati solo il minimo sindacale. La montagna ha partorito il topo. Eppure di tempo per pensare a qualcosa di, non dico bello perché francamente mi sembrerebbe troppo visti i soggetti, ma almeno gradevole ne hanno avuto molto. Se io fossi stato al loro posto avrei pensato: la stagione turistica è ormai quasi del tutto compromessa quindi è inutile pensare a manifestazioni per favorire il flusso turistico.

Gli assisani, d’altro canto, sono stati veramente bravi. Hanno sopportato con stoica rassegnazione il confinamento e si sono comportati da persone serie. Hanno capito che la collaborazione, in quel drammatico momento, era indispensabile a superare il periodo di diffusione del virus, pertanto sembra non solo giusto, ma anche doveroso preparare per loro un programma estivo che possa compensarli, almeno parzialmente, dei sacrifici sopportati.

Invece la sindaca Proietti e la sua giunta hanno pubblicato un programma per l’estate chiamandolo “l’altra estate” che a ben leggere sembra non solo povero di idee ma praticamente a costo zero. Come dire il minimo risultato con il minimo sforzo (economico). Tanto agli assisani basterà.

E invece agli assisani, almeno a quelli dotati di un minimo senso critico, queste iniziative frutto di scarso uso delle meningi e di nessuna capacità progettuale non bastano più.

Che ci voleva a mettere insieme un programma fatto di eventi misurati, al contrario, per intendersi, di quanto già visto in passato con manifestazioni tanto pompose quanto quasi del tutto disertate dalla gente come “Universo Assisi”? Prodotti realizzati a basso costo ma di sicura presa sugli abitanti/fruitori?

Un esempio: usare le varie piazze del capoluogo e delle frazioni di sera per una serie di piccoli concerti tematici: una maniera di godersi le serate come nel salotto di casa; oppure un ciclo del vecchio inossidabile cineforum all’aperto, sfruttando magari la piazzetta della Chiesa Nuova come anfiteatro urbano nel centro storico, o la piazzetta del Castello di Cambio a Palazzo o la struttura della sagra a Capodacqua e tanti altri spazi nelle varie frazioni.

Organizzare passeggiate guidate sui molti itinerari che definiscono il sistema sentieristico e naturalistico locale. E ancora ingaggiare le guide turistiche che lavorano in Assisi per garantire visite guidate per gli assisani, specie quelli che non vivono nel centro storico, e portarli a ri-vedere e ri-gustare il nostro patrimonio storico artistico ri-scoprendo luoghi e situazioni spesso dimenticate, ma non per una sola giornata (come da programma Proietti) ma per una serie organica di visite riguardanti non solo le chiese ma anche i monumenti laici della città.

Coinvolgere i ristoranti e i fast food per iniziative enogastronomiche condivise (basta ispirarsi a quella creata da Bevagna con “Wine Food”). E così via con cento altri progetti da proporre, di costo contenuto ma di alto valore aggregativo. E magari anche in grado di catturare qualche turista in più. Ma il concetto fondamentale è quello che le cose dovevano essere progettate e realizzate soprattutto per gli abitanti della città considerati come i principali fruitori.

Oltretutto una iniziativa come questa sarebbe stata, elettoralmente (ricordo che tra meno di un anno si tornerà, se Dio vuole, alle urne per il rinnovo delle cariche amministrative) un buon  inizio di campagna elettorale.

Invece Stefania & Co. cosa hanno studiato? Si sono rivolti alle due parti del Calendimaggio chiedendo loro la disponibilità di tre date ciascuna per poter produrre ben 6 spettacolini. Un capolavoro di inventiva e progettualità.  Ed ancora hanno coinvolto l’Ente Palio j’Angeli 800 chiedendo la carità di qualche cena. Grande novità!

E poi… poco altro. Ad eccezione del colpo di coda serio/culturale. Una versione light di Universo Assisi che sul monte Subasio avrà come protagonista l’artista italo/argentino Tomas Saraceno che produrrà in quei luoghi una sua performance. Cribbio. Che figata!

Le solite nozze con i funghi. Stefania & Co. ci costringeranno ad un altro lock down estivo per carenza di iniziative e di idee.

Così ci troveremo ad inizio luglio a cantare con i Rigueira: “l’estate sta finendo… e un anno se ne va…”/Stefano Pastorelli

9 Commenti

  1. Il “salvinismo” dilaga in ogni dove, anche l’Umbria non è da meno. Si addossano colpe ad altri anche quando al governo regionale ci sono gli stessi accusatori,come lo era il fu ministro dell’interno. L’obiettività non è una dote che regna da quelle parti, eppure non ci vuole molto a capire che di questi tempi, di miracoli a livello economico se ne fanno pochi, i soldi non ci sono e quelli disponibili,come il MES, non si prendono per partito preso. La coperta è corta per tutti, ma non per costoro, pretendono che ad allungarla siano sempre gli altri, questo è solo malafede e opportunismo. Purtroppo ce ne sono molti che ancora ci credono, non sono bastati il Papeete e tutte le “apparizioni” da grandi statisti viste in questo periodo. L’Umbria non è e non è stata mai credulona, prima o poi si sveglierà, speriamo che non sia troppo tardi.

    • Il mio riferimento è all’attuale situazione politico/amministrativa dell’Umbria, al di là dei soggetti che siedono sugli scranni, non si vedono tutti quei propositi come da propaganda. Diverso colore, solita solfa.

  2. Il proverbio lo tenga per lei, personalmente non difendo Bocci e nemmeno il Pd, ma sentire certi sermoni da parte di chi ha dimostrato di saperci fare solo al Mojito, non è il massimo. Ma vedo che c’è chi si accontenta. In Umbria è tutto da dimostrare e se il buongiorno si vede dal mattino, allora non siamo messi bene. Dalla padella alla brace.

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